Quando a qualcuno cui vuoi bene l'operazione va addirittura meglio del previsto, allora è decisamente una buona giornata. A prescindere da tutto il resto.
Sciolto il groppone, viene persino voglia di festeggiare.
Trastevere, ore 10:00 e brindisi apotropaici a non finire.
Quanto ci godo quando riesco a dare un calcio in culo alla sorte.
Oggi è una buona giornata
Così parlò aWilito alle 12:17 Tags delirio, irriverente, personali, stucchevoleNon si può chiudere Internet
Così parlò aWilito alle 12:07 Tags bastardo dentro, irriverente, italia, italiano medio, polemica, politicaNon si può chiudere Internet, né allucchettarlo per assecondare le velleità di controllo dei soliti noti: è semplicemente troppo grande anche per le mire smisurate di un ego ipertrofico come quello del nostro Premier.
Però, in compenso si può fare molto per scoraggiare i blogger che producono informazione precisa, puntuale e trasparente con burocrazia, balzelli e intimidazioni legali. E' un'ellissi della forma, mica della sostanza.
E mentre da noi si tenta un ulteriore colpo basso per tarpare le ali al pensiero critico e alle voci alternative, dall'altra parte dell'Atlantico scoppia il casino Wikileaks, mentre gli islandesi fanno i fighi tutelando l'informazione sopra ogni altro diritto.
Seriamente, ma quand'è che anche questo paese inizierà a preoccuparsi delle questioni veramente importanti, come la libera informazione, l'energia, la banda larga, le infrastrutture? Da quant'è che non si parla di lavoro, disoccupazione e più in generale problemi reali della gente?
Scusate l'esplicita sfacciataggine, ma chi crede che tra le nostre priorità capeggino intercettazioni, fughe di notizie, revisione della giustizia e smantellamenti della costituzione o è in malafede o è un povero demente.
Di solito, i primi fanno parte della nicchia e sono collusi, i secondi invece sono dei poveri mentecatti che senza neppure rendersene conto fanno il gioco dei primi.
Ecco, mo' l'ho detto.
Aeroporti, virtù e aria di casa
Così parlò aWilito alle 10:17 Tags delirio, irriverente, italia, polemica, viaggiDopo venti giorni lontano da questo paese, esattamente dall'altra parte del mondo e senza quasi alcun accesso alla Rete, rientro e quasi mi manca l'aria, tra sussurri massonici, sfregi mafiosi e la solita ingiustificata, ignorantissima intolleranza della nostra gente.
Eppure, le avvisaglie c'erano già, e qualcosa mi diceva che a queste latitudini e longitudini, le cose vanno in modo differente.
Aeroporto di Bangkok:
Grande, spazioso, luminoso, pieno di negozi. In venti minuti, e nonostante il traffico notevole, sbrigo le formalità burocratiche e mentre mi avvicino ai nastri - che già esibiscono i primi bagagli - noto con piacere i carrelli già posti lì davanti per la comodità dei turisti, tutti perfettamente allineati come falangi di Sparta. Dietro di essi, schiere di comode poltrone per ingannare terga e attesa.
C'è stato un piccolo disguido a causa di un violento acquazzone tropicale, il tizio dei bagagli (rapido, cortese e armato di walkie talkie collegato direttamente con la centrale operativa del Padreterno) sa già di cosa si tratta quando ci avviciniamo, ci rassicura e promette che in dieci minuti sarà tutto a posto.
Dopo nove virgola tre minuti i nostri bagagli arrivano, li carichiamo soddisfatti e ci avviamo all'uscita. Il tizio ci insegue e chiede se è tutto a posto, poi ci saluta e si accomiata pronto per nuove ed entusiasmanti avventure.
Aeroporto di Fiumicino:
Puzza, è triste ed è anche sporco, il che è sorprendente visto che siamo il primo volo ad arrivare la mattina. Niente carrelli, perché da noi sono a pagamento (caso unico al mondo, temo); quindi ci avviciniamo ai nastri, che però restano fermi per mezz'ora. Poi, tra cigolii sinistri si muovono e sputano fuori due valigie (a una manca la maniglia, si lagna il proprietario) e un beauty malconcio. Poi si fermano. Panico della gente; iniziano le lamentele al customer care nella veste di un quarantenne dall'aria divertita che sghignazza spudoratamente dietro ai computer con Campo Minato®, il nuovo gestionale di ADR. Ancora un'altra generosa mezz'ora di attesa e finalmente arrivano pure le nostre, di valigie. Guardinghi e rassegnati ci appropinquiamo all'uscita, mentre un doganiere implacabile finisce letteralmente di sventrare la valigia di una signora davanti a tutti.
Se con la coda dell'occhio le ho visto tampax e mutande, qualcosa mi dice che in questo paese alcune privacy sono più tutelate di altre.
Gli sdruccioli
Così parlò aWilito alle 13:04 Tags amore, delirio, irriverente, racconti, vita vissutaGli sdruccioli sono entità poco fisiche ma molto empiriche, in grado di rovinare la giornata anche al più meditativo dei bontemponi. Di solito, assumono la forma di un incidente imprevisto, di una ruota bucata, di un treno perso o di una torta bruciata, ma possono anche ribaltare all'improvviso il corso della storia o produrre una guerra inaspettata (o la sua fine): sono creature cui non appartiene il senso della misura né la lunghezza del tempo.
Fortunatamente, sono anche molto solitarie, ed è raro imbattersi in un due sdruccioli nella stessa giornata.
Ieri io e la dolce metà siamo finiti in un intero sciame di sdruccioli, tanto fitto da non lasciar passare luce fino alla sera. Poi, un vinello di quelli buoni e i maltagliati ai porcini freschi ci hanno aiutato a dimenticare tutto.
Il prossimo sdrucciolo che prova ad avvicinarsi, sono cazzi suoi.
Lettera all'italiano medio
Così parlò aWilito alle 13:13 Tags bastardo dentro, delirio, irriverente, italia, italiano medio, pensieri sparsi, personali, polemica, politicaMi sono montato la testa e voglio scrivere all'italiano medio, quella curiosa creatura per metà televisione e metà testa di cazzo, che al posto della colonna vertebrale ha il tubo catodico, quel membro di un'antica commistione di contraddizioni che chiamiamo popolo italiano: è la sua contraddittorietà che lo compatta e unisce, ed è a lui che rivolgo questi miei personalissimi deliri.
Ti odio. Alla faccia della captatio benevolentiae, ti odio.
Ti odio per talmente tante ragioni che, sono certo, ne dimenticherò una buona parte fuori da questa missiva; ti odio perché sei una bestia emotiva, che non ragiona, che si lascia condizionare, che guarda al proprio minuscolo mondo, al paesello, che non ha mai una visione di insieme, che se sto bene io che me ne frega di quell'altro, che se un CT vince, vinciamo tutti, ma se perde è un coglione, e meno male che glielo avevo pure scritto sui commenti su Gazzetta.it di non schierare Pirlone e Cazzone come centravanti.
Ti odio perché sei incapace di idee originali, perché ti bastano due tette, un culo e un pallone per dirti sereno, e perché non sai mai vedere al di là del tuo naso. Fai tuoi i pensieri ipersemplificati dei tuoi amici/conoscenti italiani medi, e attraverso questo passaggio di impressioni (e mai di informazioni) colme di lassismo/incuria/leggerezza/strafottenza/ignoranza i significati si perdono, e finisci col riempire grandi parole di piccoli pensieri. Pensierini da terza elementare fotocopiati a miliardi, cambiano solo gli errori di grammatica. E allora, parliamo di immigrazione? Ah, sull'autobus è pieno di immigrati che puzzano, ma se ne stessero a casa loro. Ignorando che, se se ne stessero davvero a casa loro, la nostra economia riuscirebbe davvero a fare il tonfo che da anni sfioriamo un giorno sì e l'altro pure. Parliamo di televisione pubblica? Ah, è uno schifo, era ora che togliessero quel Santoro/Biagi/Dandini/Travaglio/Grillo/Saviano come cazzo si chiama, no quell'altro, ah sì, Luttazzi, visto che è la tv pubblica e la paghiamo noi. Piccolo, ingenuo, testina di cazzino di italiano medio, ascolta le mie parole. Primo, a me -e a molti italiani- viene il voltastomaco vedendo le isole, i terrapieni, le fattorie e le marie de filippi che ami tanto, ma nessuno ti rompe i maroni: è sufficiente cambiare canale. Secondo, siccome sono un grandissimo diffidente, quando qualcuno mi spiega le grandi ragioni etiche e morali per cui mi piazza un Minzolini qualunque come direttore d'un TG (ma questo vale per qualunque discorso), di solito mi domando chi ci guadagna e chi ci rimette. E a togliere certe figure ci guadagna solo uno, che non sei tu.
Sai, neppure a me piacciono Santoro o Luttazzi, ma non ho la grossolana arroganza di puntargli il dito contro solo per questo. I parametri di giudizio sono altri, e riguardano lo share e le entrate economiche: il restò, sò chiacchiere.
Ti odio perché sei mediamente ignorante, scarsamente curioso, platealmente ingenuo, perché sei attaccato alla tradizione soltanto quando si tratta di essere bigotti e superficiali: per le staminali neppure ti schiodi dalla sedia, però poi i froci sò froci e quindi non hanno diritto di amarsi e convivere, e se ti tolgono uno scudetto distruggi un centro storico.
Ti odio perché si parla di evasione, e qualcuno riesce a dire epuriamo gli ambulanti, ché quelli sembrano poveracci ma fanno i miliardi mentre io mi faccio un mazzo tanto e pago le tasse. Vedi? Sei sempre rinchiuso nel tuo personale microcosmo, fatto della strada che fai ogni mattina per andare a lavoro, delle persone che incontri quando fai la spesa, e del bancario quando versi l'assegno. Il che non è affatto sbagliato: sbagliato è spiegare tutto ciò che avviene al mondo in quell'unica, limitantissima chiave.
Mai come in questi ultimi mesi si respira un'aria stagnante e putrescente che limita la parola di alcuni a scapito degli altri, mai come in questo periodo di partiti dell'amore si tocca con mano intolleranza e violenza. Ma sai, a te piace parlare per il gusto di parlare, dire cose per il gusto di dirle, prendere posizioni per il gusto di avere una posizione. Due chiacchiere, un crodino e poi tutti a casa senza aver appreso o insegnato nulla, senza essere cresciuti, senza aver modificato la propria visione del mondo, né quella degli altri. Rammàricati, perché sei inutile all'evoluzione di questo paese.
Sai, è facile lagnarsi che tanto tutto va male, è tutto un magna magna e cose così. Più difficile è cercare di crearsi una opinione il più possibile critica. Vedi, io non ce l'ho con te per le tue idee, ma per il fatto che sei disposto a difenderle fino allo stremo senza uno straccio di prova. Ma sì, lo so, a te non servono le prove: a te basta sentire di essere nel giusto. A te basta vederti accerchiato da gente che la pensa come te. Se molti la pensano così, forse l'ipotesi è corretta.
Ed è quella la distanza più incolmabile tra me e te. A giudicare il mondo ci sono io, l'intero universo dell'informazione libera e la mia coscienza. A te, basta il telegiornale flash da quindici secondi tra la partita e Centrocampo, e l'opinione preconfezionata che ti propinano.
Rammaricatene, perché se i soldi dello stipendio non bastano e il comune non ripara le buche nelle strade è anche colpa tua.
Addio all'Euro (banalità apocalittiche)
Così parlò aWilito alle 11:54 Tags delirio, irriverente, italia, polemica, politica, vita vissutaAddio mon ami Euro.
E' stato bello, per una volta, fare i fighi in giro per il mondo con una moneta forte, fare gli sboroni in Thailandia e assaltare i negozi di New York. Tanto, col cambio, una cinta da Gap costava come un paio di mutande all'Eurospin. Beh, ora non più.
Addio Euro, mein Freund.
Poter comprarsi l'Apple Care su eBay pagandolo meno della metà del costo nostrano è un sogno ormai irraggiungibile. Tra non molto, se non salta prima, varrà come il dollaro. E hai voglia, cara Merkel, che dici resistiamo, ma non troppo oppure aiutiamo, ma non subito. Per carità, saranno crucchi ma tengono ragione: perché premiare chi non è virtuoso come loro?
Euro, φίλος μου, t'ho voluto bene.
Certo, abbiamo vissuto tutti sopra le nostre possibilità. Per carità, indubbiamente i nostri debiti pubblici sono fuori controllo. E, giustamente, l'Ellàda si incazza e piange perché non ci avete accordato subito il prestito ponte? No, perché diciamolo, una faccia una razza, simm'e Neppule paisà e tutto il resto: io voglio tanto tanto bene agli amici greci, però ci vuole veramente una faccia come al culo per pretendere l'aiuto dopo la porcata della falsificazione dei conti. Insomma, chiedere è lecito, rispondere è cortesia, ma pretendere come fanno loro è veramente da peracottari profittatori. E lo dice uno che ama sul serio la Grecia.
Mi amigo Euro, a che serve unificare le monete se tanto ognuno si fa i cazzi suoi e non caga gli altri? Eh, perché se l'euro ci ha insegnato qualcosa è proprio che siamo tutti diversi, e che al Nord sono più corretti e industriosi di noialtri, e che gli interessi nazionali vengono comunque prima di quelli generali. Insomma, otto anni di esperimento per imparare banalità che già conoscevamo. E mo'?
Mo' so' cazzi.
Lasciate un messaggio dopo il bip
Così parlò aWilito alle 12:13 Tags cazzate, delirio, irriverente, pensieri sparsi, racconti, tecnologiaBuongiorno, sono la segreteria telefonica di aW.
In questo momento aW è assente per ragioni non specificate, ma di certo riconducibili alle solite cazzate che spara ogni giorno coi suoi strampalati post per metà incomprensibili e per metà inconcludenti, pieni di intasatissimi aggettivi, superlativi piovaschi e avverbi squisitamente a cazdecàn che lui scambia per eleganza.
Dice che lavora, ma va' a sapere. Starà cazzeggiando come al solito tra chat e siti riguardo le sue personali velleità del momento (MacBook Pro, il catafascio economico e politico del paese, voli aerei, temperature medie a Puerto La Cruz, oppure come configurare un cappuccino sulla Mukka Express in remoto dall'iPhone).
Ma che volete che ne sappia, io, che sono semplicemente la sua segreteria telefonica: lasciate pure un messaggio dopo il segnale acustico. Anzi, fate una cosa, non lasciate neppure quello: non se lo merita.
Bip
Lagnolamento
[la-gno-la-mén-to] s.m. (pl. -ti) s.m.
- 1.personaggio prono alla critica più aspra pur senza apparenti motivazioni, in grado di lamentarsi dei problemi più disparati per ore e ore, spesso infarcendo di luoghi comuni le proprie motivazioni. Normalmente intransigente, scarsamente accomodante, geneticamente impreparato a qualunque imprevisto, il lagnolamento lo si riconosce perché al bar è quello che reclama per la scarsa freschezza dei pistacchi, nel condominio è quello che non vuole che i bambini giochino nelle aiuole (come da apposto regolamento, sezione B3 e B4) e se è in vacanza in un paradiso tropicale, davanti lo spettacolo di palmeti e acque turchesi di solito si lagna della lentezza del servizio alla sdraio. Esempio di lagnolamento:
In effetti, l'ultima volta non mi pare che i pompeiani si lagnarono per il blocco del traffico aereo.
In questo paese
Così parlò aWilito alle 13:48 Tags brevi ma intensi, delirio, irriverente, italia, polemica, politicaIn questo paese non passa giorno in cui io legga il giornale e non mi senta ferito/sorpreso/avvilito/incazzato/offeso/angustiato/intimorito/sospettoso/sfiduciato/disgustato/ per qualcosa che questo governo ha fatto, sta attuando o ha intenzione di effettuare.
Ho bisogno d'una boccata d'aria nuova.
Vi prego, ne ho sul serio bisogno.
Al farmacista perbenista
Così parlò aWilito alle 11:45 Tags bastardo dentro, delirio, irriverente, italia, polemica, politica, pulp, storiaGent.le Dott. Farmacista Perbenista,
questo post è in realtà una lettera indirizzata alla Sua Persona, la quale tuttavia non ha velleità di persuasione, né denuncia, per il semplice motivo che sarebbe inutile: sappiamo che Lei è individuo dotato di saldissimi principi etici tali da sovrastare qualunque ragione, ragionevolezza, libertà, giurisprudenza e, se ci scappa, cagherebbe pure in testa a questa gentaglia comunista che pretende persino di veder rispettati i propri diritti garantiti da costituzione e Déclaration des Droits de l'Homme et du Citoyen.
Di questo passo, la gente pretenderà pure, che sò, il diritto di morire come cazzo desidera o di disporre del proprio corpo come fosse un bene proprio. Dove andremo a finire.
Lei ha ragione. E' nel suo diritto avere una fede, professare ai professori, prevenire piuttosto che curare, giudicare invece di rifilare medicinali. E' nel suo diritto calpestare i diritti degli altri per le sue pervicaci convinzioni. E' nel Suo diritto sovrastare gli spazi altrui con i Suoi discorsi fioriti, gli arabeschi di cazzate perbeniste e le conclusioni fasciste. E' nel Suo diritto ritenere che se una vuole abortire è una povera scema che non sa quel che fa, e quindi è nel Suo diritto impedire a costei di esercitare un suo immorale diritto. Dopotutto l'aborto è una questione di cinque minuti al massimo, via: quella scomposta tredicenne ci avrà pensato giusto il tempo che passava tra una fornicazione e la piña colada. Vero? Mica è una faccenda delicata, personale e importante.
Ma sa qual è il vero problema di Lei e quelli come Lei? Che avete convinzioni apparentemente tanto ragionevoli che risulta impossibile scalfirle. Siete blocchi di granito cinerino. La ragionevolezza, con quelli come voi, semplicemente non funziona.
E allora io spero che una autorità paneuropea cada su di voi come un'accetta e vi spacchi il cervellino perbenista in due, così magari qualche coraggioso a botte di carte bollate e lettere di avvocati vi farà arrendere (non comprendere) al fatto che le vostri personalissime convinzioni non possono e non devono ledere l'altrui libertà sancita dalla legge.
Non se la sente, in qualità di farmacista, di spacciare preservativi? Abbia pazienza, gentile Dott. Perbenista, ma in questo paese andiamo già un sacco di problemi. Non ci serve gente oscurantista come Lei che ci fa piombare nel deretano del medioevo del terzo millennio. Persi tra le questioni personali del Premier e dei suoi vassalli, in italica terra non riusciamo neppure a fare una spuzzolosissima unione civile. Sul serio, non abbiamo il tempo di trattare ancora e ancora argomenti che credevamo superati e digeriti dalla coscienza pubblica. Guardi, ci sono molto mestieri per quelli come Lei, ma per favore, smetta di rallentare ulteriormente il passo di questo asfittico paese. Lei è come il canonico gatto appeso ai coglioni dell'asmatico che, ultimo tra tutti, sta facendo la staffetta.
Cordialmente,
aW
Non so voi
Così parlò aWilito alle 10:55 Tags bastardo dentro, brevi ma intensi, delirio, irriverente, italia, personali, polemica, politicaMa io ieri notte mi sono sentito un carbonaro postmoderno dell'era Internet: la qualità complessiva forse non era un granché, ma il significato simbolico era inestimabile.
Prima di allora, io manco lo vedevo, a Santoro. Ieri, invece, non soltanto l'ho seguito con partecipazione, ma ho anche versato l'orgoglioso obolo.
Sì, a sfregio.
E mo' censurate 'sta mazza.
Pudicizia preelettorale
Così parlò aWilito alle 08:59 Tags bastardo dentro, brevi ma intensi, delirio, irriverente, italia, pensieri sparsi, personali, polemica, politicaOggi un brivido mi ha percorso all'improvviso, mentre salivo in macchina nella luce soffusa delle otto di mattina. Temevo che i miei vicini, vedendomi all'opera tanto insolitamente di buon'ora, potessero pensare che andavo alla manifestazione organizzata d'urgenza e con la solita violenza dall'ometto con l'ego ipertrofico.
Voglio rincuorare i miei lettori: venivo solo a lavoro.
Il mondatore d'anime
Così parlò aWilito alle 09:09 Tags bastardo dentro, delirio, irriverente, italia, polemicaIo conosco uno che fa il mondatore d'anime di mestiere. E' un lavoro sporco, dice, come quello d'un prete ma qualcun deve pur farlo, e lui ne ha tratto sostentamento e perfino ragione di carriera.
Sa benissimo che è tutto un giro di soldi, mica è fesso; ma la sua dialettica è inoppugnabile: la gente ha bisogno di lavarsi l'anima di tanto in tanto, e se il modo è spiccio tanto meglio.
Altro che chiesa una volta a settimana, di domenica poi, e sempre quando c'è il derby. Non potevano metterla di martedì mattina al posto del lavoro, 'sta benedetta messa? Saremmo stati il popolo più religioso del pianeta, ma tant'è.
Lui prende le anime, le strizza delicatamente, le sciacqua con piccole frizioni sul conto in banca da pagare comodamente ogni mese attraverso addebito bancario o carta di credito. Neppure l'assillo di dover andare alla posta. Poi le candeggia con una profumatissima lettera di ringraziamento, odorosa di mughetto e redenzione, ed infine le stende al sole della pace interiore. Nelle sue cartelline che per noi non avvezzi sono piene di assegni e carte firmate ed indecifrabili contratti, lui ci vede campi verdi e assolati, percorsi da file infinite di anime stese gonfiate dal vento. Oltretutto, un'anima strizzata si farà strizzare ancora e ancora, perché per sua fortuna peccati e sensi di colpa li produciamo come le galline fanno con le uova: ogni giorno, e belle grosse.
E di quanto si redimono, le anime? C'è un tariffario anche per quello. Per piccole colpe c'è il piano meal for two, venti euro al mese e qualcuno (non si sa bene chi) comprerà un pasto al giorno a due bambini poveri (di quale paese? quanto poveri? non si sa); per macchie peggiori, c'è il piano school for you che con 25 euro al mese garantisce un anno di insegnamenti (quali? dove? non è chiaro) ai soliti bambini del terzo mondo. Infine, per immoralità, perdizioni e delitti veramente grossi, c'è il big deluxe che promette scuola, pulmino, libri, pasto e un vasetto di colla, o come materiale didattico o da tirare prima dell'interrogazione. Per peccatucci veniali, comunque, c'è anche il mini-piano tariffario a snack for a friend, cioè una barretta energetica al giorno a scelta tra rimineralizzante, rinfoltente il cuoio capelluto o al guaranà per migliorare le prestazioni in campo (che però non hanno).
Quando ho chiesto se i magnanimi firmatari vogliono sapere come e dove verranno spesi i loro soldi, mi è stato risposto che non sono mai interessati a questi particolari. Mondarsi l'anima va bene, dice, ma perdono già tempo a compilare il modulo; se no, tanto valeva andare in chiesa.
Idiosincrasie mattutine
Così parlò aWilito alle 14:47 Tags bastardo dentro, delirio, irriverente, italia, lavoro, personali, polemica, vita vissutaQuesta mattina odio nell'ordine:
- quelli che non hanno un tubo da fare
- quelli che, non avendo un tubo da fare, fanno perdere tempo
- quelli che si divertono a criticare per il gusto di farlo
- I puntigliosi senza motivo
- l'italiano medio
- l'Italia
- gli incompetenti
- gli intransigenti
E, sì, lo so che molti dei miei migliori amici, alcuni familiari ed io stesso rientro in queste categorie.
E' che se dicevo di odiare tutto il mondo, poi mi davano pure del qualunquista; e io odio i qualunquisti.
Intervista alla "Gnocchi della nonna"
Così parlò aWilito alle 12:55 Tags bastardo dentro, cucina, delirio, irriverente, italia, polemica, politica, racconti, scienze curiose
- Salve Dott. Sacripanti. Lei è il CEO di "Gnocchi della nonna".
- Mi chiami pure Dott. Gnocco, mi calza a pennello.
- Come no. Posso chiamarla pure nonna, per quanto mi riguarda. I nostri lettori vorrebbero saperne di più sui suoi prodotti, materie prime, produzione e così via. Sa, quando c'è in ballo la salute, vorremmo essere il più informati possibile su quel che mangiamo.
- Più che legittimo, mio caro. E infatti io mica mangio gli gnocchi miei.
- Come, scusi?
- Ma no, sono pieni di solfiti, ammoni, conservanti e scaracchi vari. Ma scusi, perché, lei li mangia?
- Ma abbia pazienza. Come fate a fare male gli gnocchi? Sono farina e patate!
- Ehhhh, si fa presto a dire farina. Ma lei lo sa quanto costa la farina?
- Sì, poco. E con un kilo faccio 1 kilo e mezzo di pasta fresca.
- Sì, certo, certo. Ma noi della "Gnocchi della nonna" pensiamo che segatura e crusca di frumento rendano meglio. Oltretutto consideri che il mio yacht non si compra mica da solo. E poi, quest'anno si è sposata mia figlia, e poi ci sono i dipendenti, la pubblicità, i favorini.
- Che favorini?
- Favorini, favorini. O lei crede davvero che asl e finanza vengano a cercare blatte e malmignatte nell'impasto? Suvvia, sia serio.
- E cosa cercano?
- Eh, cosa cercano. Se non lo sa lei. Via, via, che la sà lunga.
- Vabè, senta, mi parli delle patate. Quelle le mettete?
- Ma quali patate. Le patate, una volta lessate, pressate e mescolate alla segatura sanno di merda impastata. Molto meglio le scorze di cozza e lo smegma di gnu. Mi creda, sanno di patata più delle patate, qualunque chimico glielo confermerà.
- Lei è una persona ributtante e il suo prodotto fa schifo.
- Non faccio il santo, sono un imprenditore, e in questo paese le cose si fanno così. Mica l'ho votato io questo governo, sa. Io ero alle Cayman, quel giorno, a provare lo yacht. E non dica che non è stato lei, che a sentire gli italiani qua i governi si eleggono da soli. Via, via, che lo sa meglio di me.
- Ma scusi, non le importa che ora nessuno mangerà più i suoi gnocchi?
- Guardi, in questo momento una delegazioni di avvocati la sta già denunciando per calunnie, diffamazione e molestie su minore.
- Come su min...
- E siamo già in contatto con Google Inc. Presto il suo blog marchettaro e terrorista verrà oscurato e lei arrestato. Faccia una cosa, mi dia retta. Vada in tv a dire che i nostri gnocchi sono buoni. Si faccia ospitare da qualcuno, tanto ci vanno già cani e porci, lei non sfigurerà di certo. Buona giornata.
Caso Polverini: alcune possibili soluzioni
Così parlò aWilito alle 11:56 Tags bastardo dentro, delirio, irriverente, italia, polemica, politicaIn questo blog non ci siamo mai occupati di poltica, se non in qualche sporadico caso o velatamente, ma data la situazione di straordinaria emergenza in cui è sprofondato il paese, urge l'apporto salvifico di chiunque, compresi noi ignobili blogger. Ecco perché ho qui alla mano alcune idee sferruzzate mentre mi tagliavo le unghie ai piedi ed ero concentrato sulle incrostazioni di calcare nel filtro del rubinetto.
La lista non ha alcuna velleità di completezza.
- Decreto legge per anticipare retroattivamente di un'ora l'ora legale. Grazie a questo fulgido esempio di legge ad fallum, il caso può dirsi tecnicamente mai avvenuto: la consegna, infatti, sarebbe stata fatta condotta secondo i termini di legge.
- Costruzione di una Delorean del tempo per tornare indietro e portare qualche panino tonno e maionese ad Alfredo Milioni. Magari anche un integratore salino, uno zabaione e un po' di vaselina, già che ci siamo.
- Apposizione a posteriori di firma posticcia del vice coordinatore regionale del partito Alfredo Pallone sul listino, per poi gridare Ah! Ecco dov'era, com'è che nessuno l'aveva vista? Allo scopo presto volentieri mia sorella alla Nazione, encomiabile esperta calligrafa in grado di emulare con perfezione da virtuoso la firma dei suoi genitori e di quelli di tutti i suoi compagni di scuola.
- Agire in deroga a leggi, scadenze, orologi e alla faccia degli italiani. Tanto, chi vuoi che se ne accorga.
Il pacco motore
Così parlò aWilito alle 11:34 Tags cosmogonia, delirio, irriverente, italia, polemica, politica, racconti, scienze curioseIl pacco motore è un gingillo, una parola o una persona in grado di smuovere equilibri enormi pur senza averne intimamente il controllo, né la capacità oggettiva.
A metà strada tra una promessa e una boiata, questo artificio è tra i più elaborati mai escogitati dall'uomo (in natura, dove si bada al concreto e al funzionale, semplicemente non funzionerebbe), e consente di ottenere risultati eccezionali: non il massimo effetto col minimo sforzo, ma il massimo effetto senza alcuno sforzo.
Certo è una bugia, una fregatura, un pacco: ma un pacco che muove cose. Perché è per esso e per mezzo di esso che grandi eventi nella vita delle singole persone, e persino della storia, avvengono nella distrazione più generale.
E così le frotte strabuzzano gli occhi per contemplare gli eventi che hanno davanti, e non si accorgono che dietro di loro c'è chi bercia, se la ride smargiasso e fa battute sui loro culi.
Ecco, diciamo così. Il pacco motore non ce l'hai mai davanti, ma sempre nel culo.
Al tizio che ha sempre ragione
Così parlò aWilito alle 12:16 Tags bastardo dentro, delirio, irriverente, italia, personali, polemica, vita vissutaEhi, tu. Sì, proprio tu.
Siamo un paese
Così parlò aWilito alle 18:12 Tags brevi ma intensi, irriverente, italia, polemica, politica, pornoSiamo un paese che pone rose rosse sul sepolcro di Craxi e che, al contempo, dichiara pornografico il diario di Anna Frank; che riesce a innescare polemiche per un Preside con la vocazione da agente di viaggi, o che paga i riscatti prontamente e pure con la mancia. E poi, magari per rimborsarti 30€ di IVA, ci mette dieci anni.
Assioma della sfiga a lavoro
Così parlò aWilito alle 11:10 Tags bastardo dentro, brevi ma intensi, delirio, irriverente, lavoro, personali, polemica, vita vissutaSe, su millecentosessantuno occasioni di errore, commetti un errore per la prima volta, quella è la volta che il tuo capo viene a controllare il tuo lavoro.
