Che la Gelmini fosse la donna più anelata d'Italia, si sapeva.
Nel senso che la cercano tantissimi studenti incazzati e le loro mamme, per sputarle personalmente nell'occhio quello che pensano di lei. Ma lasciamo correre.
Ora, mi tocca leggere che il tribunale della Spezia ha condannato la decisione della Gelmini di ridurre le ore di sostegno poiché ciò appare in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione che promuove la piena attuazione del principio di parità di trattamento. Coi mega-tagli del ministro, insomma, viene leso il diritto del disabile all'istruzione.
Ora possono accadere due cose:
1. I soliti noti inizieranno a dire ah, basta con i giudici politicizzati che cambiano il lavoro del governo, l'Italia è stufa di queste intromissioni antidemocratiche intese a sovvertire il voto dei cittadini e bla bla bla bla bla, viene il voltastomaco solo a sentirle, 'ste storie.
2. Qualcun altro dirà la verità, e cioè che il vero voltastomaco semmai lo dà un ministro che riesce a legiferare su una materia senza averne la minima conoscenza e in spregio alla costituzione e alla legge ordinaria.
E' ovvio che non sia facile trovare un compromesso che riduca le spese e al contempo migliori l'efficienza, e va da sé che tagliare indiscriminatamente tutto -in confronto- sia una passeggiata. Ma per quello bastava un buon ragioniere a milleduecento euro al mese. Altrimenti mi dite che cazzo ce l'abbiamo a fare, un ministro per la Pubblica Istruzione?
Gelmini, tagli e altre porcate
Così parlò aWilito alle 12:23 Tags bastardo dentro, delirio, polemica, politicaE' altamente improbabile
Così parlò aWilito alle 10:56 Tags delirio, dialoghi, ecologia, polemica, scienze curioseE' altamente improbabile che, nel paese in cui applicano le più rigorose norme antisismiche pure per tirare su il muretto in giardino, si possa rischiare che un terremoto sbrachi tutto e porti alla fusione del nocciolo di una delle loro decine di centrali nucleari. E poi, state sereni perché la centrale è costruita per reggere fino al sesto grado della scala Richter.
Ma là erano otto, i gradi. Che faccio, lascio?
Ma che c'entra. Le centrali sono si-cu-ris-si-me. E poi, non ha niente a che vedere con Cernobyl, quella era una tinozza: oramai le fanno fighissime, con impianti termali e cromoterapia. Ci vada una buona volta, invece di disseminare false paure nella gente. Io ci sono stato a Pasqua dell'anno scorso, si figuri.
Ma infatti Cernobyl non c'entra nulla. Fukushima somiglia di più a Three Miles Island, l'incidente di venticinque anni fa negli Stati Uniti. Fusione parziale del nocciolo per il solito problema di raffreddamento. Sa, non è che l'acqua si può portare coi secchi, quando c'ha tsunami, terremoto e mezzo paese sotto le macerie.
Lei è un disfattista, sicuramente di sinistra e azzardo pure filotogato.
Senta, invece di insultare, può convincermi coi numeri e coi fatti? Quella è una centrale che, nella migliore delle ipotesi, andrà chiusa, isolata per decine di chilometri, monitorata per migliaia di anni mentre gli ex-abitanti della zona mangiano riso e iodio. Si rende conto che un incidente dall'altra parte del mondo può avere ripercussioni anche da noi e per decine di anni? I vapori radioattivi sprigionati dalle altissime temperature del nocciolo possono arrivare in poche ore-
Lei è veramente macabro. Le sembra il momento ora di parlare di cose del genere?
Eh, in verità glielo dicevamo anche prima, solo che non ci cagava di pezza. Mi dica qual è un buon momento per lei, allora. Prima della catastrofe, siamo allarmisti; durante, siamo macabri. Tra una settimana è un buon momento, per lei?
Mi spiace, ma il tempo che ho graziosamente deciso di concederle è terminato. Vorrei davvero continuare ad ascoltare le sue farneticazioni sinistrorse ma, lei capisce, dobbiamo portare avanti il paese nel frattempo.
Lei tra vent'anni potrebbe non esserci più: si rende conto che una sua decisione oggi potrebbe ipotecare il futuro di migliaia di persone per migliaia di anni? Non ne avverte il peso? La nostra unità di misura è il minuto secondo in un universo che ragiona in millenni e-
Sa cosa le dico? Sarà mica lei che porta sfiga? Ci pensi! Arrivederla.
Se ne sentiva la necessità
Così parlò aWilito alle 11:16 Tags delirio, pensieri sparsi, polemica, politicaSe ne sentiva veramente la necessità, come d'una boccata d'aria fresca in una caverna asfittica a mille chilometri sotto la crosta terrestre con uno che ha appena fatto un peto. Finalmente un quotidiano che fa il quotidiano, dei giornalisti che fanno i giornalisti. Altro che par condicio: se mettiamo 160 kili di Ferrara da una parte, quanti Floris/Travaglio/Santoro dobbiamo mettere dall'altra? Signora, avanzano 50 kili, lascio?
Per difendere l'indifendibile (sempre le stesse, flaccide* terga), ci spiegano che se fai una domanda sei un feticista gossipparo, se pretendi giustizia sei un giustizialista, se hai studiato sei uno che vive nell'élite comunista. E invece, da che mondo è mondo, il giornalista sta lì per fare le pulci al potente, per controllarlo e contenerne gli eccessi: sì, esatto, contrariamente a quanto va di moda affermare in televisione ultimamente, i giornalisti stanno lì per cagare il cazzo al potere. Né più, né meno.
Non dovrebbero stare dalla parte nostra: devono restare dalla parte della verità, che poi è quella che interessa di più anche a noialtri.
Ha fatto più scoop in Fatto Quotidiano in poco più di un anno d'attività che i soliti giornali (lasciamo perdere il Giornale, che ha fatto più rettifiche agli scoop inventati che scoop). Verrebbe da encomiarli e dirgli grazie. Ma a pensarci bene, stanno semplicemente facendo il loro mestiere.
Semmai, sono tutti gli altri da rimproverare.
Alcuni da radiarli dall'ordine, vabbè, ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta**.
*è una citazione, mica l'ho detto io, eh.
** altra citazione: chi la riconosce?
Questa è l'esatta ragione
Così parlò aWilito alle 17:07 Tags delirio, personali, polemica, politica, varie, vita vissuta2011 d.C.
Lo indico perché alcuni potrebbero erroneamente essere portati a credere che trattasi dell'avanticristo.
Per ottenere una spuzzolosa ADSL a casa nuova ho dovuto scomodare conoscenze al Ministero delle Telecomunicazioni, altrimenti ko tecnico e tanti saluti: né connessione né linea telefonica (da premettere, vado a vivere in una bella zona residenziale piena di villoni in provincia di Roma, non a Calcutta scalo). Dopo questa carta da giocarmi, mi restava solo la telefonata al cellulare di Romani oppure rompere le balle al papa. Ma se posso, evito.
Segue telefonata genuflessa e arabescata in cui un gentil troione mi chiede se è tutto a posto, se i petali di rosa sul telefono li preferisco rossi o blu, e infine le preferenze del tecnico di riferimento: uomo/donna, taglia di reggiseno/mutande, quest'anno va molto la magrebina, lei che preferisce?
Chiedo come mai tanti problemi, e se hanno dovuto adottare escamotages per portarmi 'sta benedetta linea telefonica. Il gentil troione si stizzisce ah no!, mi fa, la copertura c'è ma non per tutti, lei capisce, strizzandomi un occhio che non posso vedere.
E io capisco.
Capisco che se sono un utente qualunque, non mi si cagano di pezza.
Capisco anche che pagare 37 euro al mese a Telecom, nel 2011 d.C., è ancora un privilegio.
Capisco che se sei uno senza santi in paradiso non ottieni nulla, neppure un servizio essenziale come il telefono. E mi vergogno che nel mio paese sia sistematicamente necessario ricorrere all'amico, al conoscente o alla supplica.
Questa è l'esatta ragione per cui il nostro non è uno Stato di diritto.
Da Libero di ieri - parte seconda
Così parlò aWilito alle 12:05 Tags bastardo dentro, lavoro, personali, polemica, politicaNel post intitolato Da Libero di ieri avevo parlato dell'indecenza di alcuni giornalisti italiani.
Bene, visto che i giudici che processeranno Mister B. sono tre donne, si può ampiamente affermare che l'articolo in questione era una calla.
Una palla.
Una cazzata grossa almeno come la satiriasi dell'imputato.
Una minchiata talmente epica che, per una notizia del genere, su Melablog avrebbero chiesto la mia crocifissione pubblica documentata su Flickr.
Ma è qualcosa che non succederà mai: a differenza loro, io sono un professionista serio.
Alla faccia del tatto della Gelmini
Così parlò aWilito alle 10:31 Tags bastardo dentro, delirio, polemica, politicaLasciamo perdere la totale inopportunità e l'indelicatezza del commento (chissà perché continuo a credere che un ministro di questo governo d'urlatori e pestatori di piedi possa serbare sentimenti di rispetto verso gli altri, ma vabbè).
Lasciamo stare il fatto che anche la Gelmini, in quanto donna, avrebbe avuto almeno per una volta uno straccio d'alibi per stare dalla parte meno impopolare.
Ma dare delle radical chic alle milioni di donne italiane incazzate nere per il machismo imperante ed elevato a canone estetico del suo mentore/padrone non è stato un gesto propriamente diplomatico, né intelligente.
Ma questa tizia non ha paura di uscire di casa, la mattina? Seriamente, dico. Passino i milioni di studenti inferociti, ma se al novero si aggiungono pure le loro mamme diventa un casino.
E poi, una parola per l'On. Sgarbi, il capo-urlatore originale, quello a cui i Belpietro e i La Russa si sono ispirati, lui che invoca una manifestazione di "donne e amanti di Silvio" (cazzo, mi sa che facciamo un altro milione pure là, in piazza).
Sappia, l'Onorevole, che noialtri mica ce l'abbiamo con tutte le donne che vanno ad Arcore. Per esempio, abbiamo compassione per le addette alle pulizie e le cuoche.
No, noi cel'abbiamo proprio con le troie (se minorenni, anche coi loro genitori senza spina dorsale), quelle che per una notte orgiastica poi finiscono alla Regione o in parlamento.
Mica per niente, perché i soldi li cacciamo noi.
Titolo, il giudice che processa Silvio scese in piazza contro di lui.
Oscar Magi, poveraccio, rischia di essere assegnato al processo di quell'uomo per il caso Ruby, anche se non è detto visto che le nomine sono assolutamente automatiche e decise in base all'ipotesi di reato e alla data del dibattimento. Però intanto, nel dubbio, si portano avanti con una non-notizia e un dubbio titolo che, su Mela|blog, minimo avrei dovuto chiudere con un punto interrogativo, ma vabbè.
La colpa dell'uomo, tra le tante, non è quella di avere i calzini turchesi, quanto piuttosto di aver impostato la sigla di Ballarò sul cellulare, un pezzo bellissimo intitolato Jeux d'enfants e scritto per il Cirque du Soleil da un manipolo di comunisti dalla biscroma facile.
Ecco.
Se io scrivessi un post su Mela con una prova del genere (prova di cosa? Che il tizio ha ottimi gusti musicali?), i lettori mi farebbero una tale julienne di coglioni da costringermi a chiedere scusa, fare fagotto e cambiare mestiere.
Loro no. Loro invece sono giornalisti iscritti all'albo e protetti dall'Ordine.
E questa è l'esatta ragione per cui non ho intenzione di iscrivermi all'Ordine dei giornalisti.
Ho paura che poi non si vedrebbe la differenza tra me e loro.
Auguri politically scorrect 2010
Così parlò aWilito alle 13:46 Tags delirio, italia, italiano medio, natale, polemica, politicaBuon Natale all'italiano medio, che perso nei lirismi per la morte di Bearzot (dai commenti di Gazzetta dello Sport "ti sia lieve la terra", "il carro alato di Apollo ti scorti nell'Olimpo cui appartieni") e preoccupato per la sostituzione anzitempo di Benitez, non si è accorto che nel frattempo l'Italia sta definitivamente andando a rotoli.
Buone feste agli studenti, agli eterni precari, a quelli costretti a pagare il pizzo all'INPS pur sapendo che non vedranno mai una lira di quei soldi. Ehi, aspetta, ma ci sono anche io nel mucchio!
E Buone feste anche a La Russa, che non è fascista: è solo contro la violenza sempre e comunque, anche a costo di doverti prendere a calci in culo e arrestarti preventivamente. Ma lui è contro la violenza e l'arresto preventivo, ha dichiarato successivamente.
E auguri anche a Scilipoti, che se lo vedo per strada voglio sputargli personalmente in faccia tutta la mia gratitudine, e alla Gelmini, che dopo due anni e due chili di merda davanti la porta ancora non ha capito perché cel'hanno tanto con lei. Tutta gente che ha paura di farsi vedere per strada, e fa bene.
Auguri a Bersani, che se qualcuno gli domanda ancora che aspetta a darsi una mossa, lo manda a fanculo. Guardate che lo fa, eh.
E tanti cari auguri ad Alemanno e alla Brambilla, i quali hanno dimostrato come con la perseveranza e l'impegno sia ancora possibile mettere su dei centri per l'impiego efficienti e moderni, anche e soprattutto in spregio a tempi tanto difficoltosi.
Auguri alla Carfagna e alla Prestigiacomo, che all'improvviso e con qualche isterismo si sono accorte di non contare un benemerito cazzo, e auguri anche ad Assange, che prima fanno le porcate e poi se la prendono con chi le mette in piazza.
E auguri infine a tutti i boccaloni, i qualunquisti, gli ignoranti, i lassisti, i dementi, gli intolleranti, gli evasori, i corrotti ed i venduti che hanno contribuito col proprio impegno ad un Natale tanto di merda.
E poi, mal comune mezzo gaudio, non c'è più la mezza stagione e tanto va la capra sotto la panca che ci lascia lo zampino. Cose senza senso, cose come fare gli auguri di questi tempi.
E invece, auguri lo stesso.
E' un giorno triste per questo paese
Così parlò aWilito alle 11:50 Tags delirio, italia, italiano medio, polemicaEd è ancora più triste che mezza Italia stia dormendo davanti allo scempio consumato da quell'uomo sui ruderi della Democrazia. Da quell'uomo e da tutta la sua corte di leccaculo voltagabbana cambiacasacca che per un mutuo o uno stipendio fasullo chiedono sacrifici a noi mentre loro si garantiscono la bella vita.
Da quell'uomo, dalla sua corte e da tutti i vari Fini e compagni che ora -all'improvviso- dicono quello che Grillo, Travaglio e Di pietro reiterano da anni prendendosi improperi da destra e da sinistra.
Sono preoccupato per questo paese, e per me. Perché sento sempre più l'urgenza di fare qualcosa. Perché non voglio trovarmi ancora più nella merda solo per l'insipienza, il lassismo, l'ignoranza e la disinformazione di una buona fetta di paese.
Non si può aspettare semplicemente la bancarotta e il declino perché finalmente anche il resto d'Italia si renda conto della direzione che abbiamo preso. Ma basta.
Ladri di futuro
Così parlò aWilito alle 12:48 Tags italia, italiano medio, polemica, politica, stucchevoleLa lettera di Elisa Albanesi.
La lettera degli studenti è molto lucida e coglie perfettamente la natura dei nostri problemi. Il lassismo, l'acriticità, l'indifferenza e il benessere dei nostri genitori hanno impoverito il paese e privato noi giovani del futuro. Lavoriamo -quando lavoriamo- per pagare tasse e la pensione ai nostri genitori. E questi neppure si rendono conto del pozzo nero in cui ci hanno scaraventato tutti.
E' triste sapere che in ultima istanza proprio coloro che ci amano di più e che avrebbero dovuto tutelarci ci hanno traditi. Non si può nemmeno odiarli.
Che fregatura.
Tutti i catastrofisti -diretti interessati della faccenda, peraltro- che evocano scenari apocalittici da fine del mondo, terrorismo informatico, pandemie, involuzioni genetiche, regressioni alla preistoria, terza guerra mondiale e probabile invasione aliena a causa di Wikileaks sono anche quelli secondo cui conoscere tutto dei nostri governi, senza che i governi possano impedirlo, corrisponda all'anticamera dell'inferno.
Io dico che se al mondo tutti portassimo i nostri pensieri appesi al collo, a disposizione di chiunque voglia leggerli, staremmo semplicemente meglio, ma va' a sapere.
Sarà davvero la fine del mondo, il giorno che conosceremo tutto di tutti? Secondo me no, ma di sicuro sarà la fine del teleregime paraculo, voltagabbana e scaricabarile all'italiana.
E prima arriva, quel giorno, e meglio è.
Li sentite gli scricchiolii?
Così parlò aWilito alle 12:14 Tags delirio, italia, pensieri sparsi, polemica, politicaSono seriamente preoccupato, ma non à la tanto è tutto un magnamagna, o allarmato à la siamo come la torre di Pisa, pendiamo da sempre e non cadiamo mai.
No, sono angustiato dalla sensazione di instabilità del paese, dalle sue clientele gelatinose, dalle evidenti -e negate- ingerenze mafiose. L'Italia somiglia sinistramente a un ponte di quelli che si vedono nei film di Indiana Jones: logori, di legno marcio e pericolanti. E noi tutti sopra pecorecciamente, uno dietro l'altro, che cerchiamo di guadagnare con disinvoltura qualche posizione come alle poste. Facendo i vaghi e cascando dalle nuvole, possibilmente evitando di mettere un piede in fallo e finirci davvero, sulle nuvole.
E mentre il vento scuote questo ponte scarcagnato tra cigolii e scossoni, nessuno si accorge che la terra dista almeno mille chilometri dai nostri piedi. Se crolla, roviniamo tutti, e c'è già chi salva il salvabile.
In frangenti come questi, si perde la speranza e ci si disamora con facilità. Ma è proprio in occasioni del genere che occorre tenere duro e operare secondo il massimo grado concesso alla nostra coscienza.
E niente sofismi, siamo tutti complici. Anche tu che hai avuto la raccomandazioncina, lui che non paga il canone rai e quell'altra che vuole il sole alpino sopra i cessi nelle stazioni.
E ora? Li sentite, ora, gli scricchiolii?
Seriamente, che abbiamo un Presidente del Consiglio malato lo sapevamo da tempo e per mezzo della più autorevole voce a riguardo: sua moglie, più di un anno fa.
Ma tutti quei corifei succhiasangue che gli ronzano attorno e che fanno da specchio alle sue improbabili bugie, alle forzature interpretative e agli abusi di potere, come dobbiamo considerarli? Tutti malati pure loro?
Cioè, è normale un ministro degl'Interni che affermi spudoratamente il falso per non contraddire il boss? E' normale un ministro dei Beni culturali che guarda Pompei trasformarsi in Atlantide e dice che la colpa è di quello là, mica sua, ma chi? Ma quello là dai, se n'è andato proprio ora.
Ma questi lo sanno che hanno giurato fedeltà alla Carta e non a quello lì?
Io non ce la faccio seriamente più. Non ho mai visto un governo tanto inconcludente, bugiardo, sfacciato.
Ma magari dipende dal fatto che sono troppo giovane io, va' a sapere.
La verità è che il tempo a nostra disposizione è perennemente in difetto. Ecco perché è sempre più difficile, se non impossibile, appassionare qualcuno ad una nuova causa, per quanto sacrosanta.
E non voglio neppure disputare sulla presunta superiorità di certe passioni rispetto ad altre. Non è necessariamente il grandefratello o il rigorenonassegnato di turno: il diritto al cazzeggio dovrebbe essere sancito a norma di legge, per ciascuno di noi.
Visto però il delicato momento storico (che poi, ne è mai esistito uno che non lo fosse?), sto sforzandomi con tutto me stesso di essere informato, e di informare per quanto è possibile. Mi addentro nei cavilli, mi sforzo di seguire le contorsioni circensi degli imprenditori truffaldini, mi costringo a snocciolare nomi a me sconosciuti di puttanieri e amici di puttanieri, mi impongo di comprendere meglio come funziona la nostra Repubblica e di annusare i princìpi che gonfiano le pagine della costituzione. Vinco la noia, il lassismo, lo svilimento e mi trascino nei meandri del diritto a fatica: non afferro la burocrazia e non la afferrerò mai. Ma capire le cose è un passo necessario prima di poter fare.
E anche per quello, occorre impegno e determinazione. Il giramento di coglioni, posso constatare, aiuta parecchio.
Ma è tutta lì che si gioca la partita. Gli amministratori retti, in questo paese, sono come il Nasikabatrachus sahyadrensis o il Pipa myersi: rari, in via d'estinzione e brutti in culo secondo il canone estetico dominante.
Seriamente. Occorre fare quadrato e arginare il decadimento del paese.
Non è più semplicemente diritto all'informazione. E' proprio un dovere.
Qualcuno glielo spiega
Così parlò aWilito alle 12:27 Tags bastardo dentro, brevi ma intensi, delirio, italia, polemica, politicaQualcuno glielo spiega ai leccaculo del Premier che avere un'idea del cazzo e rivendicarla con convinzione non la trasforma automaticamente in un'idea decente?
Con illimitata gratitudine,
aW
Dell'italico pedaggio
Così parlò aWilito alle 11:09 Tags italia, italiano medio, polemica, vita vissutaIeri è accaduto di nuovo, ed è qualcosa che ogni volta mi lascia esterrefatto.
Porzione sinistra del casello: sostanzialmente desertica, l'acqua vi cade solo una volta ogni tre anni e le balle di fieno rotolano incontrastate; è il regno degli utenti evoluti, di quelli che se possono approfittare di una comodità o della tecnologia, lo fanno. Gratis (l'universale Bancomat) o a pagamento.
Porzione destra: file ordinate e pecorecce di macchine aspettano pazientemente di versare l'obolo direttamente nella lenta mano della slot machine autostradale. Dove hai messo gli spicci? La pianti di comprartici il kinder coi miei spicci? Li lascio lì apposta e tu ogni volta li fai sparire e non avvisi; Tlin tlin tlin. Passano i secondi, li avrà presi tutti 'sta stronza? Tlin, tlin, tlin, ecco il resto. E via così, per kilometri e kilometri, consumando inutile carburante, tempo e risorse. E intanto il mondo gira, e l'entropia nell'universo aumenta. Miliardi di lente monetine analogiche che debbono essere contate, smistate, archiviate in sicurezza, e riversate nuovamente all'esterno; mani che si allungano per dare, e le stesse mani che si ritraggono dopo aver avuto. In un processo da latte alle ginocchia che nel 2010 sa di antico come la liscivia per il bucato.
E mentre li supero rapidamente, in un misto di stupore, rassegnazione e senso di colpa per il senso di superiorità che provo, non so se ridere o preoccuparmi del fatto che il nostro è un paese dolcemente e tristemente analogico.
Sulla scuola polentona
Così parlò aWilito alle 12:43 Tags bastardo dentro, delirio, italia, italiano medio, polemica, politicaAd Adro c'è una scuola polentona che, in barba all'etica, alle leggi e all'ordinamento costituzionale, schiaffa loghi del sole padano sui banchi, sugli zerbini e e sui secchioni (non gli alunni, si spera). Nella scuola in questione si mangia solo cucina bresciana, con prodotti del luogo e chi non vuole mangiare carne di maiale se ne può stare a casa.
A parte che non ci voleva la lega di sta ceppa per chiedere che la gente si mangiasse i pomodori suoi, invece di far venire dalla Cina i cargo di pomodori contaminati e portarli su e giù per l'Italia coi camion. Insomma, senza arrivare alla secessione di fatto, bastava un po' di buon senso, qualche circolare diramata da qualche ministero e un po' d'organizzazione.
E invece no, la scusa è buona per far stare a casa gli italiani musulmani, gli italiani con disordini alimentari, gli italiani vegetariani, e tutti gli italiani a cui il maiale fa semplicemente cagare.
E tutti d'accordo, plaudenti come mentecatti, a far crescere i propri figli in un plesso che, lungi dall'essere la fucina del pensiero critico, è sponsorizzato da Cristi inchiavardati nel muro e loghi di partiti che ci fanno vergognare davanti al mondo. E questo perché? Perché ci sono frotte di minchioni disinformati che cercano una scusa ufficiale e condivisa per essere razzisti. Giuro, se sento uno di questi che mi attacca il pippone sul ci rubano i servizi, si appropriano dei nostri spazi e ci sottraggono il lavoro, giuro che non rispondo più di me.
Sul serio, non se ne può più. Non ho la forza, né la pazienza, di combattere con l'italiano medio. Sono troppi e troppo intransigenti/ignoranti/xenofobi/bigotti/cagasotto/lassisti/superficiali per poterci avere una conversazione costruttiva su qualunque argomento serio.
Io spero solo che, se c'è un po' di gente assennata ad Adro, scenda in piazza e spacchi tutto. Lo so che sta male, ma certi partiti dell'ammore l'unica cosa che capiscono sono le mazzate. Fateci caso.
Come vincere alle elezioni. Consigli spiccioli per la sinistra che non c'è
Così parlò aWilito alle 13:19 Tags bastardo dentro, delirio, italia, italiano medio, polemica, politicaCara sinistra che non c'è, isola di barriana memoria piena di animali in via d'estinzione, oggi voglio regalarti un consiglio. Gratis.
Non parlar male di Berlusconi. Sei passata sopra a talmente tanto che oramai, se solo ci provi, ti blastano. Lascia stare, non fa per te. Sei troppo perbene e talvolta persino colta, per poterti lanciare in anatemi e volgarità di un certo rilievo. Sei riuscita ad ereditare i due difetti dell'Huso huso -specie protetta brutta in culo- senza il vantaggio delle carni pregiate. Neppure un tanto al chilo, mi sa che vali qualcosa.
Il problema è che sei vecchia e polverosa, e io sono allergico alla polvere: un gran casino. Guarda, mi viene già l'orticaria sulle dita solo a scrivere di te.
Il problema più grosso è che sei evanescente e imponderabile come una bestia mitologica, ed esisti solo nei racconti di chi ti usa per giustificare la sua ingiustificabile esistenza. Tu dirai: gli italiani prima o poi si stancheranno e capiranno di essere stati presi in giro? E io ti rispondo, no. Sei tu che non capisci: Berlusconi ha appena comprato Zlatan. E' già in campagna elettorale, e rischia pure di vincere, mentre tu stai lì che cincischi e mi fai venire l'orticaria alle dita. Ti rendi conto?
Lascia stare l'economia, lascia stare i giovani che lavorano, non studiano, non si specializzano, insomma non fanno un cazzo; lascia stare l'energia, che tanto poi se ti ci metti tu ritorniamo alle macchine a vapore, lascia stare il Web e le telecomunicazioni, ché tanto sei ancora convinta che Internet è il ritrovo di pedoterrosatanisti di matrice islamica e poi la gente si ammazza di pugnette. Lascia stare il decoro e la decenza, e ora ti spiego il perché. Preparati, eh?
Gli italiani sono buzzurri. Punto.
Non è vero che capiscono, né che imparano dai loro errori e dalla storia. Qualcuno li chiama i bambini del mondo, io li chiamo coglioni e basta. Non sono volgare, eh, è una citazione.
Allora, per vincere queste elezioni fa' cosi. Lagnati che non c'è abbastanza calcio, che ci sono troppe regole e tessere allo stadio, dì che c'è poca gnocca® in tv e soprattutto datti una svecchiata. Seriamente, fa' i comizi con la Pausini, non con la Mannoia, fà trescare Bersani con Ricky Martin e magari prendi Totti e Ilary come testimonial. Perché non ingaggi dei fighi e delle tope telegeniche per sostituire il tuo entourage? Però ricordati di mandarli sempre in playback.
Poi, quando sei diventata modaiola, fa' un Heineken Tour e sponsorizza qualche squadra di rugby locale, dicendo che occorre restituire dignità pure agli altri sport. E magari fai una campagna con la rugbista tettona. Vedrai che si parlerà solo di te, cara sinistra che non c'è.
E alla fine, quando vincerai le elezioni perché le vincerai, in gran segreto e senza farti sgamare, cominci a rimettere a posto questo paese con leggi decenti in materia d'economia e lavoro, sul conflittuzzo d'interessi e -perché no- ci mettiamo al passo col resto del mondo con un piano energetico che vada al di là delle esigenze elettriche dello scaldabagno di Palazzo Chigi.
Ma in silenzio, eh. Perché se gli italiani si accorgono che ti occupi di faccende serie, poi sono cazzi. Anzi, se qualcuno ti domanda ragguagli su questa legge o quel decreto che hai fatto oggi, rispondi che tifi sempre e solo la grande Juve. Non c'entra una sega e non sai neppure chi ci gioca, alla Juve.
Ma vuoi mettere la popolarità?
Delirio di onnipotenza, dossier e guinzagli
Così parlò aWilito alle 11:48 Tags bastardo dentro, delirio, italia, polemica, politicaCose dell'altro mondo, anzi di questo paese.
Politici che si fanno la guerra tipo televendita di pentole in TV, e che berciano senza neppure la delicatezza di adombrare le minacce: tu racconti questo di me, allora io racconto quest'altro di te, tu mi sputtani sulla villa, allora io racconto a tutti come ti sei comprato la reggia che sta nel giardino di casa tua, tu mi chiedi di dimettermi e io canto su gli incontri internazionali con gli altri dittatorelli del globo. E allora ecco che d'improvviso, il mordace punitore abbassa orecchie e codina, e ricomincia ad allisciarsi i nemici.
Ma è pazzia? Qua non è neppure più dimenticanza dell'etica, del rigore e del senso della giustizia: questi hanno perso di vista intelligenza, ragionevolezza e senso pratico. Oramai in questa fucina del ricatto ci sguazzano tutti, tutti ricattatori, tutti ricattabili. Non se ne può più. Farabuttini che si alleano con farabuttoni per spartirsi la poltrona, nonostante possiedano carte che ne provino la spregiudicatezza. E quando le tirano fuori? Non subito, come sarebbe giusto e onesto nei confronti del popolo d'Italia, ma quando fa comodo. Quando c'è pericolo di dimissioni. O di perdere una battaglia alle elezioni. O di non vedersi approvato questo o quel decretino ad hoc per salvare le solite capre e i soliti cavoli.
E questa gente osa anche parlare di giustizia? E di democrazia? E di trasparenza?
Ma soprattutto, italiani dove cavolo siete?
Il minchialadro
Così parlò aWilito alle 12:45 Tags delirio, personali, polemica, racconti, vita vissutaIl minchialadro è uno che nasce e cresce in una famiglia di ladruncoli, svaligiatoretti, rubacchiapensioni, scippatoretti e approfittatori, e che si ritrova a fare il ladro più per necessità che per vocazione. Un po' come quando i tuoi ti fanno andare al Classico e tu invece volevi fare l'astronauta della NASA, solo con declinazione illegale.
Il tizio in questione, notoriamente dotato d'una preparazione furfantesca da dilettante (avrà scaricato da Internet delle dispense, va' a sapere), si è presentato nei giorni scorsi alla porta di casa nostra e ha tentato di scardinarla.
Ora, a parte che la nostra porta è costituita da mica elfica ed è pure corazzata con corindone e polvere di osso di minchia di unicorno megalofallo del Regno di CapoTirciuto. E quindi, già di per sé è in grado di sostenere effrazioni, assedi spartani e attacchi nucleari. Ma per di più, protetto da inferriate, zanzariere e il solito fossato di coccodrilli, dentro casa pulsa e blippa un sofisticatissimo sistema antifurto in linea diretta con polizia, Scotland Yard e la mamma di una nostra cara amica.
Seriamente, polizia e servizi segreti gli fanno una sega, a quella donna: non vorrei essere nei panni del minchialadro quando se la ritrova davanti.
Il sistema antifurto è tanto intelligente che, quando entriamo, mica si limita a controllarci retina e timbro vocale. Fa pure le domande a trabocchetto, lo stronzo. L'ultima volta devo dire che con la capitale del Burkina Faso ho trovato qualche difficoltà, ma per fortuna avevo indovinato i precedenti enigmi e mi ero aggiudicato un bonus che convertirò in gettoni d'oro a canale cinque.
Ciò che disturba è il danno in sé, anche se poteva andarci oggettivamente peggio, e soprattutto il fatto di essere spiati e studiati come pesci rossi nell'acquario da gente senza scrupoli e incapace. Oltretutto, tolte poche cose voluminose, qua non abbiamo né ori né incensi né mirra. Birra sì, quella tanta.
Al minchialadro quindi voglio dire soltanto che non è mai troppo tardi per togliersi dai maroni e mettersi a fare qualcosa di utile all'universo. A prescindere dalla resa.
In ogni caso, apprezzeremo lo sforzo.
