Nel buio all'improvviso, l'altra sera:
- Cos'è?Lo senti questo suono ciclico e persistente? Deve essere un cellulare che trilla.
- Sono solo i grilli, torna a dormire.
Su di un treno, ammirando attraverso il finestrino il pigro scorrere del paesaggio:
- Che pacato splendore. Le collina è d'un verde irreale ed il cielo d'una vividezza accecante.
- Già, sembra lo sfondo di windows xp.
Parlando del mio bellissimo pianoforte a quarto di coda, nero e lucente, ma - più camuffato d'un vietcong - totalmente, ed inaspettatamente, digitale:
- Ieri suonavo il valzer del minuto di Chopin, il mio preferito. Il funambolico movimento delle mani, il ritmo cullante e quella deliziosa cascata di note argentine, così leggere, accattivanti. Proprio sul tondo re bemolle di conclusione il pianoforte si è inceppato.
- E come hai risolto?
- Ho dovuto formattare il pianoforte.
Poesia postmoderna dell'era informatizzata (tutto accaduto sul serio, lo giuro)
14set2007 Così parlò aWilito alle 12:53 Tags delirio, personali, scienze curiose
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2 commenti...:
ma che buone letture...
Alla faccia della identità segreta... Dovrei linceziare SuperFrollo, la mia intelligence personale...
(riferimento al post di oggi, online tra pochi minuti...) :P
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