Cena thai, stasera, in onore dei suoceri.
Alla faccia della modestia
Così parlò aWilito alle 18:54 Tags cucina, delirio, personali, vita vissutaCena con suoceri et familia al seguito.
Esterno: amena località tra via consolare e campagna romana di virgiliana parvenza; interno: luce volumetrica rosa salmone, stucchi, enormi quadri floreali un tanto al chilo che pendono dalle pareti, e in fondo alla sala da pranzo un monumento al camino che poteva accoglierci tutti. E invece, abbraccia braci che ghermiscono il porco, il maialino da latte, il simbolo del ristorante. Che infatti è sardo.
Già all'entrata, scena da Totò e Peppino. Il tizio in divisa che fa da spartitraffico spartigente parcheggiatore e maggiordomo ci invita a entrare tra svolazzi di s'accomodino e arabeschi di pregosignori. Noi, che da cafoni quali siamo ci domandavamo se fosse un abusivo e se avremmo dovuto versargli l'obolo, ostentiamo sicumera ma sottosotto stringiamo il borsello.
Una volta all'interno, un nugolo di camierieri disneyani inizia a vorticarci attorno e ci denuda di cappotti e borse. Che classe signora, prego signori, che eleganza il signore, orsù vieppiù charmante. Non c'entra un tubo, ma forse ci tenevano tanto a farci sentire nababbi.
Se i signori vogliono seguirmi al tavolo, elegantemente.
A parte che quello è evidentemente il nostro tavolo, dentro friggo al pensiero di sapere come ci si avvicina elegantemente ad un tavolo. O forse, comprendo meglio mentre la serata scivola tra gli antipasti, elegantemente è solo una interiezione. Tipo cavolo!, pofferbacco!, caccapuzza!, solo meno prosaico.
Non è chiaro come accada, fatto sta che delicatissimi piatti si materializzano davanti a me, e il mio calice è sempre pieno di buon vino rosso, di quelli che sporcano il bicchiere e mettono le ali tipo redbull. Lo sformatino di melanzana al lardo di colonnata e tartufo, la carta da musica appena fatta, la mortazza (traduzione per polentoni: la mortadella) fritta col miele, e i pecorini dolci, e quelli stagionati, e le stille di scamorzetta col lardo di colonnata scottate al camino, e i cosi che chiama brunoises di cui ignoro origine e preparazione. Quando mi presenta i fleurs de courges avec poisson e mosarèll tutto finalmente è chiaro. Questi prendono per il culo e cucinano pure benissimo.
E vai di meravigliooosa trilogia di gnocchetti sardi serviti nella forma di pecorino, eccezionaaale maialino al forno croccante (la cui digestione è tutt'ora in atto), un elegaaante ciuffo di chicorée sauvage ripassé, e poi dolci curiosi e ipercalorici, nonché l'immancabile mirto.
Scommetto che vi è venuta fame.
A me no. Io sto ancora digerendo.
Vado a farmi un'altra tisana al finocchio.
Buona vita.
Ma lo vogliamo dire o no quant'è buona l'insalata greca fatta coi pachino, le fette di feta, l'origano fresco appena colto, l'olio di frantoio e le fettine di cetriolo dop dell'orto a guarnizione, con tutta la buccia?
Ecco, oggi questo è il mio contributo all'umanità. Si fa quel che si può.
Sarà atavica propensione alla caccia, o ancestrale necessità di affermazione in quanto uomo moro e dotato di lancia.
Sarà il caso.
Sarà che certi piatti li cucino meglio io.
Sarà quello che volete, ma alla fine in questa casa, che sia calamaro o pollo o orata, nel culo di quelle bestie ci finiscono sempre e solo le mie mani.
Stasera abbiamo spaghettino alle cozze, alici arreganate e calamari ripieni alla maniera di Kalimnos. Interessa?
Manie probiotiche
Così parlò aWilito alle 11:37 Tags animali curiosi, cucina, delirio, scienze curiose, varieOra ho un nuovo hobby, una specie di tamagochi probiotico da cucina salutista.
Mio padre mi ha regalato i fermenti lattici, piccoli ammassi cicciosi e lattiginosi: non facessero tanto schifo, sarebbero quasi carini.
Se ne stanno lì, nella ciotola piena di latte, e ogni tre giorni mi fanno lo yogurt. Una gallina è più efficiente, direte voi, e fa un'ovetto al giorno. Sì, ma i fermenti lattici non chiocciano, non corrono e soprattutto non producono tonnellate di merda; e poi, provate voi a mettere una gallina in un vasetto di terracotta. Si fa un casino, esperienza personale.
E così, stamattina per colazione mi sono goduto il mio cremoso yogurt casereccio con dentro le fettine di arancia dolciona, un croccante gheriglio grossolanamente tritato e un filo di miele degli dei. Ma è mentre affondo il cucchiaio che mi sovviene il dubbio mordace che m'attanaglia: a chi lascio i fermenti, ora che vado in vacanza?
E allora ecco l'appello: c'è tra i miei lettori un lactobacillus-sitter che giura di prendersi cura dei miei bulgarici e di cambiargli il latte ogni tre giorni? La paga è bassa, ma la soddisfazione tanta. Astenersi perditempo. Aut. min. Rich. Lo yogurt di aWilito non produce danni alla salute, e fa andare di corpo tutti i dì.
Intervista alla "Gnocchi della nonna"
Così parlò aWilito alle 12:55 Tags bastardo dentro, cucina, delirio, irriverente, italia, polemica, politica, racconti, scienze curiose
- Salve Dott. Sacripanti. Lei è il CEO di "Gnocchi della nonna".
- Mi chiami pure Dott. Gnocco, mi calza a pennello.
- Come no. Posso chiamarla pure nonna, per quanto mi riguarda. I nostri lettori vorrebbero saperne di più sui suoi prodotti, materie prime, produzione e così via. Sa, quando c'è in ballo la salute, vorremmo essere il più informati possibile su quel che mangiamo.
- Più che legittimo, mio caro. E infatti io mica mangio gli gnocchi miei.
- Come, scusi?
- Ma no, sono pieni di solfiti, ammoni, conservanti e scaracchi vari. Ma scusi, perché, lei li mangia?
- Ma abbia pazienza. Come fate a fare male gli gnocchi? Sono farina e patate!
- Ehhhh, si fa presto a dire farina. Ma lei lo sa quanto costa la farina?
- Sì, poco. E con un kilo faccio 1 kilo e mezzo di pasta fresca.
- Sì, certo, certo. Ma noi della "Gnocchi della nonna" pensiamo che segatura e crusca di frumento rendano meglio. Oltretutto consideri che il mio yacht non si compra mica da solo. E poi, quest'anno si è sposata mia figlia, e poi ci sono i dipendenti, la pubblicità, i favorini.
- Che favorini?
- Favorini, favorini. O lei crede davvero che asl e finanza vengano a cercare blatte e malmignatte nell'impasto? Suvvia, sia serio.
- E cosa cercano?
- Eh, cosa cercano. Se non lo sa lei. Via, via, che la sà lunga.
- Vabè, senta, mi parli delle patate. Quelle le mettete?
- Ma quali patate. Le patate, una volta lessate, pressate e mescolate alla segatura sanno di merda impastata. Molto meglio le scorze di cozza e lo smegma di gnu. Mi creda, sanno di patata più delle patate, qualunque chimico glielo confermerà.
- Lei è una persona ributtante e il suo prodotto fa schifo.
- Non faccio il santo, sono un imprenditore, e in questo paese le cose si fanno così. Mica l'ho votato io questo governo, sa. Io ero alle Cayman, quel giorno, a provare lo yacht. E non dica che non è stato lei, che a sentire gli italiani qua i governi si eleggono da soli. Via, via, che lo sa meglio di me.
- Ma scusi, non le importa che ora nessuno mangerà più i suoi gnocchi?
- Guardi, in questo momento una delegazioni di avvocati la sta già denunciando per calunnie, diffamazione e molestie su minore.
- Come su min...
- E siamo già in contatto con Google Inc. Presto il suo blog marchettaro e terrorista verrà oscurato e lei arrestato. Faccia una cosa, mi dia retta. Vada in tv a dire che i nostri gnocchi sono buoni. Si faccia ospitare da qualcuno, tanto ci vanno già cani e porci, lei non sfigurerà di certo. Buona giornata.
Quando hai a cena i suoceri
Così parlò aWilito alle 12:41 Tags amore, cucina, delirio, pensieri sparsi, personali, vita vissutaE' una legge cosmica: le trofie sembrano sempre troppo al dente, i dentici troppo secchi ed i tempi tutti sbagliati (proponi l'insalata per tamponare l'attesa del secondo che non arriva mai, e te la bocciano perché abbiamo appena finito il primo, mentre a qualcuno viene l'idea di piluccare l'antipasto che avevo dimenticato di tirare fuori prima della cena).
Dopo certi prodromi, o li sorprendi con il dolce, o con la Wii.
E per fortuna, avevamo sia l'uno che l'altra.
E' uno schifo di mondo, per un astice
Così parlò aWilito alle 21:03 Tags bastardo dentro, cucina, delirio, personali, vita vissutaLo ammetto, lo so, non c'è bisogno di ripeterlo.
Alla faccia di Ercole
Così parlò aWilito alle 19:26 Tags brevi ma intensi, cucina, delirio, personaliDopo le dodici fatiche, Ercole non ha preparato mica le lasagne ai carciofi e zampina di Sammichele.
Casa, amore e salmone
Così parlò aWilito alle 12:22 Tags amore, cucina, delirio, la casa che muta, vita vissutaIn una casa, e in una relazione, è uno stronzo chi compra il salmone marinato per tre volte e per tre volte non resiste e se lo pappa tutto (e vorrebbe pure mandare un ilare SMS con su scritto tesoro ho due notizie, una buona e una cattiva. La buona è che il salmone è spettacolare; la cattiva che me lo sono finito tutto di nuovo).
Ricetta per un dolce fine serata
Così parlò aWilito alle 12:43 Tags amore, brevi ma intensi, cucina, delirio, vita vissutaFassi una dolce serata in questa maniera. Che s'ammacchino le fave del pregiato cacao, e pongansi in vasello assieme a farina, zucchero, uova e latte, e se ne cavi per ristoramento una densa crema color brunetto. Al forno vada, e immantinente zucchero e bianchetto d'ovo si montino fortemente, con la vaniglia se vi ci aggrada; fatte piccole coppelle, al foco più mite vadano piuttosto.
Metafisica della cicoria ripassata
Così parlò aWilito alle 21:02 Tags brevi ma intensi, cucina, delirio, pensieri sparsi, varie, vita vissutaDiciamoci la verità. La cicoria, lessata e condita con olio e limone fa cagare. Punto.
Deliri consumistici da Supermercato
Così parlò aWilito alle 11:24 Tags cucina, delirio, personali, polemica, scienze curiose, spesa, vita vissutaE vabbè, oramai abbiamo l'industrializzazione, l'omologazione e la grande distribuzione (che, detto inter nos, secondo me è un pacco), abbiamo i conservanti e i coloranti, gli additivi e gli aromi naturali. Quelli artificiali, ve li raccomando. Ieri, al supermercato, trovo un bel carpaccio di chianina: neppure il tempo di pensare alla rucola, che leggo la scritta:
Da consumarsi previa cotturaRipongo mestamente la confezione, ripensando alle macellerie di Puglia dove il carpaccio te lo affettano come prosciutto, e sospiro. Intanto, contemplo vagamente trasognato la bara di polistirolo entro cui sono adagiate sei (letteralmente, 6) fettine di spessore micrometrico e penso a quanta munnezza avrei introdotto nel mondo se quella sera avessi mangiato tre sputi di carpaccio che, secondo i produttori, avrei dovuto anche prima cuocere. Va' a sapere.
Assaggia, non avere timore
Così parlò aWilito alle 11:18 Tags amore, brevi ma intensi, cucina, delirio, personali, vita vissuta-Assaggia, non avere timore
Da ieri ho dichiarato guerra al Signore dell'Adipe perché, diciamo la verità, sì cucino troppo bene, sì compro solo prodotti freschi e saporiti, sì è una cucina sana e leggera, sì non è che mangiamo schifezze e fritture ma solo piatti un po' più abbondanti, ma ultimamente questo laissez faire enogastronomico ha avuto effetti incontrovertibili. Ecco perché scendo in guerra contro trigliceridi, fosfatidi, glicolipidi e solfolipidi: sarà dura accomodare la vittoria, ma è necessario tentare.
Sul fato avverso, il Pad Thai e tutto il resto
Così parlò aWilito alle 20:44 Tags cucina, delirio, personaliUno che a cena ti organizza un Pad Thai spettacolare in quattro e quattr'otto, giusto perché non c'è niente in frigorifero e ci arrangiamo e così stiamo pure a stecchetto, non riuscirà mai a perdere questi cavolo di cinque kili.
La tenzone sul tizzone
Così parlò aWilito alle 10:30 Tags cucina, delirio, personali, racconti, vita vissutaSulle braci di stasera è stato sacrificato un pollo intero, con prole, mugliera e uova al seguito. Poi, per un intermezzo vivace con brio, sono state adagiate sulla griglia bisteccone scottadito di abbacchiosauro rex, succose e alte, da bagnare col limone, strappare coi canini e affondare nella Romanella. Il peperone, un tempo rosso e croccante, s'è piegato alla fornace e ora ha capitolato in un bagno di prezioso olio di frantoio; e mentre legioni di fette brunite come Mori marciano inarrestabili dal fuoco ai pomodori, noialtri già sguainiamo le salsicce zampine di Sammichele, pronti a combattere un'altra guerra sanguinosa. E infine vincere.
L'imponderabilità della tentazione
Così parlò aWilito alle 23:17 Tags brevi ma intensi, cucina, delirio, personaliHai mai avuto quella insostenibile voglia di qualche cosa di nuovo e diverso, come se ti mancasse un indefinibile quid? Come se non potessi aspettare un giorno di più per averla? Come se il mondo ed il tempo si fossero dilatati così tanto da somigliare a un trasparente filo gommoso e tu, sospeso nel punto più sottile, potessi cadere giù da un momento all'altro se non l'avessi ottenuta?
In Nikett, i niket sono i pacifici membri di una tribù che dell'arte culinaria ha fatto religione. Met, il dio Pane, s'è unito alla dea Carne e dal loro amore sono nate le uova, le verdure e i legumi.
Esperimenti di informatica ittiologica
Così parlò aWilito alle 19:23 Tags cucina, delirio, personali, scienze curiose, tecnologiaOggi, mentre le pulivo per il fritto di paranza, pensavo che le sogliole sono pesci incredibilmente eleganti, compatti e minimalisti. Si puliscono in un attimo, sporcano pochissimo, profumano di alghette e brezza marina, e sebbene costino un po' più care, hanno carni molto delicate e pregiate.
E poi ho pensato che se Apple facesse pesci, invece che computer, avrebbe battezzato questo modello iFish mini e tutte le sogliole avrebbero la meletta sopra.
Non me ne vogliate: è deformazione professionale.
