Uno dei miei titoli autoconferiti di maggior soddisfazione, forse perché lo sento profondamente mio da sempre, è quello di divulgatore informatico, in senso lato. La gente mi paga - non poco - per farsi fare le ramanzine sul software aperto, sul mito della compatibilità e sull'importanza di scegliere l'architettura più giusta per le proprie esigenze.
Se gli stessi consigli li dai gratis, non ti si caga nessuno; più ti pagano, invece, e più ti danno retta.
Ma che divulgatore informatico sarei se non avessi un uditorio fatto di una classe intera di discenti?
E infatti, voglio strafare. Mi è stato chiesto di tenere delle lezioni davanti a tre classi, di cui due in remoto, per un master di secondo livello. Non una, ma tre classi contemporaneamente.
Sì, potete chiamarmi Prof. aW.
E' una fortuna (post pulp)
29gen2010 Così parlò aWilito alle 13:25 Tags bastardo dentro, brevi ma intensi, delirio, lavoro, personali, pulpE' una fortuna che alcune delle persone con cui lavoro, o da cui il mio lavoro dipende, siano lontano parecchie centinaia di chilometri da me.
Altrimenti molte di loro oggi si sarebbero trovate con la testa grattugiata sul muro a buccia d'arancia.
Meglio così: se no, sai che tarallo dopo per togliere il sangue dalle pareti?
Il mondo alla rovescia
27gen2010 Così parlò aWilito alle 12:31 Tags cosmogonia, delirio, lavoro, pensieri sparsi, personali, vita vissutaStamattina mi sono addormentato piuttosto tardi, e mi sono messo a palle all'aria a ponderare sull'uso del rosmarino nella pignatta di agnello e patate che facevano nell'Alto Egitto. Poi, sciolto nello sdilinquimento dell'ozio, ho sbocconcellato stelle e comete sorseggiando per ore latte corretto all'ambrosia.
Mentre il vento caldo del sud mi massaggiava i piedi, godevo del sole eterno che riluce nelle mie iridi e saggiavo con l'anima il lento incedere delle cose del Mondo. La stasi è un illusione, ma è sufficientemente credibile per chi ha tutto il tempo del mondo, come me.
In un momento, ho raccolto un briciolo di volontà ed ho desiderato che gli articoli si scrivessero da soli: e così meccaniche perfette di simboli si sono concatenate tra loro in sillabe, le sillabe in parole e le parole in discorsi tondi e gravidi di senso. Tutto assume un significato perché è così che deve essere, senza fatica: il lavoro è cosa che non riguarda quelli come noi. Concentrato in un'eterna estasi di sapienza, ero muto verso tutti: le chiacchiere fanno perdere tempo, e non c'è tempo dove mi trovo io.
Questo nel mondo alla rovescia. Nel mondo vero, mi sono vegliato presto, mi sono fatto un mazzo tanto mentre mi scottavo la lingua bevendo il cappuccino, e poi ho dovuto scrivere fiumi di parole dopo averne lette venti volte tante. Ora, non appena avrò finito di cincischiare con colleghi ed amici, posso chiudere la coda di commenti e andare a farmi il mazzo da un'altra parte.
Onestamente: mi piaceva di più la versione alla rovescia.
Vogliadimenta
25gen2010 Così parlò aWilito alle 17:44 Tags bastardo dentro, delirio, politica, raccontiVogliadimenta era una ragazzina solare e divertente, che sapeva intrattenere amici, parlare a modo ed intavolare discussioni di un certo spessore. Minimo la deforestazione in Amazonia o la febbre porcina, mica pinzellacchere. Quando uno straniero dagli occhi amigdali si avvicinava per chiederle la strada, Vogliadimenta lo prendeva per mano e lo portava a fare il giro completo del circondario, con tanto di foto alla casa del Sindaco, monetina nel pozzo dei desideri e pranzo al sacco. Una volta era partita tanto a razzo che, a fine giornata, aveva raccolto dietro di sé una coda di almeno trenta turisti convinti che lavorasse per le Belle Arti.
Servizievole e rispettosa, Vogliadimenta aiutava sempre sua madre a fare la sagne fresche per la pasta e ceci, e quando aveva da studiare, lo faceva e basta senza colpo ferire. Magari era un po' capra a matematica, e claudicava un tantinello in geografia, ma tanto che mi frega si ripeteva saggiamente, tanto la geografia non è neanche più una materia, lo dice pure il ministro. E ciò prova non soltanto che la ragazzina avesse giudizio, ma che fosse pure parecchio informata.
Negli ultimi tempi Vogliadimenta aveva iniziato a vedersi con Giorgio fuori dalla scuola. Cioè, con Giorgio ci giocava anche prima, solo che ora non giocano più granché. Anche perché se no le si rovina il trucco; piuttosto passeggiavano per ore al parco sotto casa, e parlavano del più e del meno. Però sempre con la deforestazione nel cuore.
Vogliadimenta era una ragazzina davvero gagliarda, che qualunque genitore avrebbe amato. Di grosso, aveva solo un difetto. Non me ne vogliano i suoi, ma ha davvero un nome del cazzo.
E' uno schifo di mondo, per un astice
22gen2010 Così parlò aWilito alle 21:03 Tags bastardo dentro, cucina, delirio, personali, vita vissutaLo ammetto, lo so, non c'è bisogno di ripeterlo.
Un caro amico mi ha chiesto di comporre il tema principale e qualche altra carabattola per un corto che sta girando, e questo è il risultato.
Lo guarda, mi guarda.
Siamo un paese
17gen2010 Così parlò aWilito alle 18:12 Tags brevi ma intensi, irriverente, italia, polemica, politica, pornoSiamo un paese che pone rose rosse sul sepolcro di Craxi e che, al contempo, dichiara pornografico il diario di Anna Frank; che riesce a innescare polemiche per un Preside con la vocazione da agente di viaggi, o che paga i riscatti prontamente e pure con la mancia. E poi, magari per rimborsarti 30€ di IVA, ci mette dieci anni.
Sono troppo stanco: il post immaginatevelo da soli
16gen2010 Così parlò aWilito alle 17:34 Tags brevi ma intensi, delirio, la casa che muta, personalicdo
Assioma della sfiga a lavoro
15gen2010 Così parlò aWilito alle 11:10 Tags bastardo dentro, brevi ma intensi, delirio, irriverente, lavoro, personali, polemica, vita vissutaSe, su millecentosessantuno occasioni di errore, commetti un errore per la prima volta, quella è la volta che il tuo capo viene a controllare il tuo lavoro.
Il buccoleggio
11gen2010 Così parlò aWilito alle 21:36 Tags brevi ma intensi, delirio, personali, racconti, scienze curiose, vita vissutaIl buccoleggio è un aggeggio oggi dimenticato e desueto che alcune antichissime civiltà usavano e al contempo adoravano, poiché in grado di misurare con precisione per noi inimmaginabile il tempo passato a cazzeggiare invece di fare alcunché di produttivo per sé e per il mondo.
La tragicità del rientro (zen spicciolo da bacio perugina)
08gen2010 Così parlò aWilito alle 11:02 Tags brevi ma intensi, delirio, lavoro, pensieri sparsi, personali, varie, viaggi, vita vissuta- La tragicità di ogni rientro è inversamente proporzionale alla goduria della vacanza.
- Chi sente la nostalgia di casa in vacanza, in realtà, è già tornato a casa.
- Partire per la montagna è un po' morire, ma pure cascare con lo snowboard ci si va parecchio vicino.
- Lo stress lentamente stemperato in una settimana di tranquillità è sempre e comunque inferiore a quello accumulato nelle prime ore del rientro.
- L'arma migliore per contrastare un rientro è solo una: progettare la prossima partenza.
La Donna d'Altri Stenti
05gen2010 Così parlò aWilito alle 18:19 Tags delirio, irriverente, racconti, scienze curiose, tecnologia, vita vissutaQuesta donna che ho conosciuto vive in posti meravigliosi e isolati che noialtri schiavi delle città solitamente aneliamo o schifiamo, a seconda delle persone e del momento. Generalmente schiva, la Donna d'Altri Stenti si fa il suo bel paiolo da una vita, a prescindere dall'età, dalla salute e dai figli: si sveglia all'alba, lavora sodo e se non lavora, controllate, perché allora è morta. Si fa da sé la ricotta per i ravioli, stende e taglia la pasta a mano e manda decorosamente avanti la tradizione senza lagnarsi neppure troppo, in un rinomato ristorante di famiglia che nei giorni buoni fa anche duecentocinquanta avventori: per molto, molto meno, io stesso mi lamento molto, molto di più.