Oggi mi sono deciso e ho svasato il mandarino nano. Ultimamente era sempre giallino, pallido e un po' tisico: non aveva quasi più niente della baldanza e gagliardia del giorno dell'insediamento ufficiale nel terrazzo della Casa che muta.
Le attenzioni verso il mandarino nano
Così parlò aWilito alle 12:53 Tags la casa che muta, personali, raccontiPiccole soddisfazioni
Così parlò aWilito alle 09:34 Tags brevi ma intensi, delirio, lavoro, personali- Andare ai Caraibi almeno una volta - fatto
- Comprarsi un frigorifero a forma di frigorifero ammerricano - fatto
- Togliersi la soddisfazione di dire buon lavoro e torna presto che oggi faccio i carciofi - fatto or ora.
Riccardo ieri sera è tornato stanco ma contento. E' riuscito a finire tutta la versione di latino al liceo, ed ha pure passato, roba da matti. Ha cenato con la famiglia, come sempre, ma diversamente dal solito Rosa, la mamma, ha fatto i cannelloni ricetta della nonna, che non li fa mai perché si stressa a stendere la pasta all'uovo, ma poi sottosotto è sempre orgogliosa quando le fanno i complimenti perché i suoi cannelloni hanno la crosticina, o non vengono mai troppo asciutti, o c'hanno la mozzarella che fila troppo bene. Riccardo ha giocato a Risiko con gli amici tutta la sera, e mentre attaccava il Kamchatka non sapeva che sarebbe morto soltanto quattro ore dopo, come in quei romanzetti del cavolo della Mondadori in edizione economica che costano lo stesso una fracca.
Stamattina ho ricevuto un'offerta che non potrò rifiutare.
Un uccellino amico mi ha inviato la solita testa di cavallo sgozzato tra le lenzuola (come si conviene in queste occasioni) con un biglietto sopra che recita:
A non parlare di certe cose, spesso ci si guadagna
Questo teatro è e resterà libero dai condizionamenti, dalla scrittura d'occasione e dal simpatico oscurantismo a là page. In fondo, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
Soprattutto quando mi girano i coglioni.
La formica sul pomello (storia realmente accaduta)
Così parlò aWilito alle 22:34 Tags delirio, la casa che muta, personali, raccontiStamattina, uscendo di casa, ho assistito a un fatto curioso e, almeno mi pare, inspiegabile. Una formichetta insignificante, oserei affermare più piccola della media, stava abbarbicata sul pomello dell'appendiabiti. Lei, nerissima, si stagliava perfettamente contro il pomello bianchissimo, sulla cui circonferenza trotterellava impavida e quasi bellicosa.
Il Rievocatore di anime di pianoforte
Così parlò aWilito alle 19:52 Tags delirio, personali, raccontiOggi ho parlato con un Rievocatore di anime di pianoforti. Non credevo ne esistessero, ma tant'è. Di primo acchito, non mi ispirava granché fiducia, ma la favella non gli mancava, sembrava sapere il fatto suo. Probabilmente mi irritava quel suo modo lievemente ossequioso e perennemente assenziente, ma ormai non avevo altra scelta: mi devo fidare di lui.
Il Rag. Tartaglia amava incalcolabilmente prendere per il culo il Dott. Ghezzi perché abita in un palazzaccio dimesso e grigio proprio esattamente precipuamente davanti al cavalcavia della tangenziale. Coglione, gli diceva, ti sei fatto fregare con quel cesso di appartamento, e l'hai pagato pure una fracca! Che culo, con la cucina che da direttamente sul tubo di scappamento della gente. Quando friggi, gli diceva, quando friggi le olive ascolane fai meglio a schiaffarti con la testa nella padella, metterti su un asciugamano e tirare a pieni polmoni, piuttosto che aprire la finestra e prenderti lo smog!
