Il Rag. Tartaglia amava incalcolabilmente prendere per il culo il Dott. Ghezzi perché abita in un palazzaccio dimesso e grigio proprio esattamente precipuamente davanti al cavalcavia della tangenziale. Coglione, gli diceva, ti sei fatto fregare con quel cesso di appartamento, e l'hai pagato pure una fracca! Che culo, con la cucina che da direttamente sul tubo di scappamento della gente. Quando friggi, gli diceva, quando friggi le olive ascolane fai meglio a schiaffarti con la testa nella padella, metterti su un asciugamano e tirare a pieni polmoni, piuttosto che aprire la finestra e prenderti lo smog!
La creatura mitologica domestica
29mar2009 Così parlò aWilito alle 19:52 Tags amore, delirio, personali, polemica, racconti, vita vissutaLa creatura mitologica domestica, mezza amore e mezza testa di cazzo, ha deciso che deve appendere una palla di natale al capezzolo di un gorilla. Non era esattamente questo il suo intento, ma a livello di inutilità più o meno stiamo lì. Non accetta consigli, e se li accetta fà l'esatto opposto di quanto chiediamo, fa danni e tiene casa incasinata per giorni. Avanza, arretra, spinge, tira, smonta e rimonta, lasciandosi alle spalle roncole rugginose del '700, canopi d'alabastro e l'autentica elsa della daga di Shamashshumukin che stava sepolta nell'armadio proprio perché non finisse in mezzo alle palle assieme al resto del nostro benamato ciarpame.
Della maturità e altre cose
27mar2009 Così parlò aWilito alle 12:32 Tags brevi ma intensi, delirio, personaliNon sono diventato più grande né quando sono andato via di casa, né quando ho acquistato la mia prima automobile, e neppure quando ho preso un impegno per la vita.
Una volta nella storia, uno ha detto addio al pianoforte.
Vendo il mio computer.
Più la carriera e gli agi del reo censore si facevano grandi e le sue conoscenze importanti s'accrescevano, e più sentiva repulsione per tutta quella corte, fatta dei servili funzionari d'un regno corrotto e stantio. Si ravvedeva che oramai le svolte della storia provenivano da capricci, favori e predilezioni ingiustificate di uomini meschini, senza grandi significati sotto, né idee. Ecco perché da parecchio tempo provava ammirazione spassionata per le cose oneste e alcune persone sconosciute.
La donna di ossidiana nasce dal fuoco, dalla passione incontenibile e dal caos, ed è questa estrazione che l'ha resa com'è. Spesso è dura, insopportabilmente pesante e dalle opinioni così compatte che è impossibile scalfirne anche solo la superficie. La sua è una bellezza strana, scura come torba, che brilla di riflessi improvvisi ed ammalianti, e poi torna subito al solito nero impenetrabile e fondo. La sua risata è tagliente e precisa come una scheggia, e anche quando ama lo fa sempre a modo suo, assecondando le proprie screziature più profonde, e questo l'ha allontanata irrimediabilmente da alcuni cui continua ostinatamente a tributare quel suo affetto di lava e roccia. Diciamo la verità, a volte piega un po' la realtà a proprio gusto ed esigenza, ma anche a questo non c'è rimedio, perché la sua coscienza ha un peso specifico così grande da distorcere lievemente la percezione di chi le sta attorno, e basta allontanarsi un po' per constatare ogni piccola contraffazione.
Il ladro del terzo millennio non è detto così perché non usa il piede di porco.
Il folletto della lavatrice
16mar2009 Così parlò aWilito alle 10:32 Tags delirio, la casa che muta, personali, raccontiStamattina ho assistito a un avvenimento prodigioso. Mi sono alzato come sempre, e come sempre mi sono incamminato verso il bagno a mollare il carico del canadair, a far piangere la gargolla, a vuotare il sacco, a depurarmi, insomma a fare pipì, quando mi sono accorto che un folletto aveva rassettato il bagno e avviato la lavatrice, che a quel punto stava già illanguidendosi dopo un'affannosa centrifuga.
La tenzone sul tizzone
15mar2009 Così parlò aWilito alle 10:30 Tags cucina, delirio, personali, racconti, vita vissutaSulle braci di stasera è stato sacrificato un pollo intero, con prole, mugliera e uova al seguito. Poi, per un intermezzo vivace con brio, sono state adagiate sulla griglia bisteccone scottadito di abbacchiosauro rex, succose e alte, da bagnare col limone, strappare coi canini e affondare nella Romanella. Il peperone, un tempo rosso e croccante, s'è piegato alla fornace e ora ha capitolato in un bagno di prezioso olio di frantoio; e mentre legioni di fette brunite come Mori marciano inarrestabili dal fuoco ai pomodori, noialtri già sguainiamo le salsicce zampine di Sammichele, pronti a combattere un'altra guerra sanguinosa. E infine vincere.
Sotto l'armadio
14mar2009 Così parlò aWilito alle 10:45 Tags delirio, la casa che muta, personali, racconti, vita vissutaSotto il mio armadio accadono cose.
In una di quelle grige giornate d'inverno in cui il mare ha il colore della cenere, il ragazzo senza cuore
disegnava delle forme sulla sabbia. Il mondo, il fuoco e la pioggia.
Sperava che qualcuno gli donasse il suo.
E faceva bene. Chi ce l'ha lo regala sempre, il cuore.
Per comprarsi il successo del lungometraggio "Vincent Young", i due Grammy, il David di Donatello e i tre Oscar vinti, il regista ha dovuto corrompere mezza giuria, far recitare nel film i figli dell'altra metà, nonché distribuire un paio di imbarazzanti favori sessuali. Così ora tutti conoscono le vicende di Vincent Young, il ragazzo che raggiunge il sogno di cantare al Teatro Massimo soltanto per mezzo del proprio talento e sotto la spinta d'una poderosa forza di volontà.
Il Commodoro senza nave inventa ogni giorno sé stesso per poter esistere: non ha la minima idea di come lo faccia o del perché gli riesca ogni singolo giorno che il suo dio gli manda in terra, ma è così che fa. Ogni volta è sempre sul punto di estinguersi per sempre, di sfumare nel racconto e di dimenticare la propria storia, ed ogni volta si salva in modo totalmente inaspettato, all'improvviso e per puro guizzo d'intuito.
La faccenda più ovvia del mondo
05mar2009 Così parlò aWilito alle 23:47 Tags brevi ma intensi, personaliAnche la faccenda più ovvia del mondo, se è la prima volta che la si fa, suona goffa e vagamente sinistra. Ma poi ci si prende la mano, come per ogni cosa, e si scopre che tutto sommato ne è valsa davvero la pena.
Lo studente fetente sta sempre a studiare, ma curiosamente ciò avviene solo quando non c'è nessuno a guardarlo, e se entriamo in camera sua, di solito ha appena finito di studiare o stava proprio per cominciare. Quando gli si telefona, risponde che sta studiando e se lo si invita ad uscire, borbotta un po' e confessa di farlo controvoglia, ma tanto recupera domani.