"Tu m'appartieni e farai ciò che comando!" Gli urlai.
Sprezzante della mia ira, stette lì a braccia conserte, sordo alle mie richieste.
"Bada che la mia pazienza ha un limite. Ora farai l'uomo sull'autobus. L'ho già creato per te. E' quello lì, vecchio e rugginoso, coi sedili in pura finta pelle rattoppata. Il tuo posto è vicino la signora spigolosa e rattoppata come i sedili. Secondo il copione dovreste parlare fino a quando lei..."
Osò dire di no. Disse semplicemente "no". Era davvero un no.
Un urlo mi sfuggì incontrollato.
"Hai dunque la sfrontatezza di negarmi il servigio?"
Alzò la testa e in atteggiamento di sfida "Esatto."
"Te la sei cercata." sussurrai.
Appallottolai il foglio su cui avevo iniziato il racconto e lo gettai nel cestino.
Avevo voluto creare un personaggio eccezionale, volitivo, supponente ed autonomo, ma avevo esagerato: era tanto forte da sentirsi superiore al racconto cui apparteneva, e per questa sua stessa natura si rifiutava di prendere parte alla finzione, di soggiacere alla mia autorità e al mio capriccio, di piegarsi alle necessità elettive.
Che iniquo, intollerabile spreco.
L'uomo con le mani di gigante si fece coraggio e rilesse ancora Attenzione, può causare disturbi e dolori all'addome e all'intestino...emorragie...spasmi bronchiali, eruzioni cutanee... potrebbero avvertirsi dei ronzii...ritardo del parto... Per fortuna non sono incinto, bofonchiò tra sé e sé disgustato.
Continuò a leggere Possibile fuoriuscita di sostanze verdastre ed ectoplasmatiche... produzione di schifosomi, scaracchioblasti e sarchioselci. Una formazione sub-ascellare di cozze è perfettamente normale e ben tollerata dall'organismo. Ah, poi ci sarebbe un piccolo problema, ma niente di importante, non te ne preoccupare.
-No- pensò l'uomo con le mani di gigante -ora lo voglio sapere- Ti dico che non è niente, davvero. Bazzecole. Quisquilie. Pinzellacchere. E comunque è importante ricordare che la potatura all'albero della mela cotogna è consigliabile a settembre.
L'uomo dalle mani di gigante aveva l'impressione che volessero tenere un segreto lontano da lui, così proseguì nella lettura No, dico sul serio. E poi è più importante menzionare che quest'anno, per i segni di terra sarà un periodo assai fortunato e... Strinse il bugiardino fortemente tra le dita robuste e saltò all'ultima riga Ok, come vuoi - e può, in qualche caso, avere decorso letale. Nel senso che muoio? il bugiardino grugnì.
L'uomo dalle mani di gigante sospirò, ingollò l'aspirina e sussurrò: E' un buon giorno per morire.
Cercasi demiurgo ( o titolo equipollente ) per ristrutturazione universo fatiscente.
Non si bada a spese.
Telefonare ore pasti.
Porto Otrop è un posto singolare, principalmente perché porta male, e secondariamente perché non esiste.
Io però ci passerei le vacanze.
"Ah!" e in quell'esclamazione risuona già tutto il mio tripudio.
Mi avvicino lentamente all'ammazzamosche annihilator king, ultimo modello, con scarica elettrica fulminante totale. Stermina mosche, cimici, tarme, scarrafoni e foche monache. Vuoi che non ce la faccia con quella inerme, perniciosa zanzaretta, mi domando retoricamente, pregustando l'esecuzione.
Mi sfugge un risolino sadico, e scrollo il capo un paio di volte guardando il cielo.
E' fin troppo facile.
Mi avvicino, alzo la mano lentamente, senza mai staccare gli occhi dalla preda, senza mai abbassare le palpebre, come fanno i veri cacciatori e gli psicopatici patentati (che poi, ci deve essere qualche attinenza tra le due categorie).
Ho i muscoli che fremono per la tensione, ma aspetto ancora. Voglio riempirmi gli occhi e la coscienza di quel momento. Do' una rapidissima scorta alle punture sulle gambe, saranno almeno cinque pizzichi porca eva, ed è lì che un freddo senso deterministico mi avviluppa. Vita e morte, i due estremi, stanno per compiere le loro danze davanti a me, ancora una volta. E non ero io, quello a morire.
E andiamo.
La mano scatta in avanti e un improvviso "ASPETTA!" mi fa deviare traiettoria e mancare la vittima.
Imprecando cerco l'origine del grido ma poiché a quell'ora ero solo a casa, e data la mia oramai consolidata esperienza a riguardo, senza tradire la benché minima eccitazione, poso lo sguardo sulla zanzara che, quasi me lo aspettassi, non si era mossa di là.
Le ali contro i cristalli della credenza, immobile, mi parla ancora, con vocina ronzante e strozzata"Io non vorrei distorglierla dai suoi compiti che, con decenza parlando, sono alquanto ammazzatorii. Però le vorrei far notare che davanti a lei non ci sta una zanzara."
Affatto convinto, stringo con più forza l'ammazzamosche che sembra fremere, pulsarmi in pugno per il sangue promessogli (il mio, nella fattispecie).
"E cosa saresti?" faccio io, vagamente annoiato.
"Ok, non volevo arrivare a tanto, ma non mi dà altra scelta." prende fiato e finalmente risponde. Mi fa "sono una zanzare cosmogonica"e, annuendo solennemente, "sono il centro dell'universo, compermesso. Se mi uccide, causerà la formazione d'un buco nero che ci risucchierà tutti quanti: continuum spazio-temporale, lei, me e ammazzamosche compreso. Capìsc?"
Rinunciando a tentare di comprendere per quale motivo capitano tutti a me gli animali psicotropi (o psicotici), di rimando ribatto senza esitare "e come faccio a sapere che non menti per salvarti?"
Le vibrisse le si rizzano di paura. Che l'abbia colta in fallo?
"Non posso provarlo. E il bello è che se mi ammazza, con licenza parlando, non lo saprà mai."
Prendo il mio tempo. Sono sicuro sia un escamotage da filmetto di seconda serata. Ma potrei sempre sbagliare.
"Cos'è che accade, se ti fulmino?"
"Creerebbe un buco nero che..."
"E se ti lascio vivere?" incalzo.
"Bè..." mi fa con più sicumera" compermesso, si va avanti io, lei e tutta la baracca come al solito."
"E come fai a sapere che sei proprio tu e non un'altra zanzara, il cardine cosmico? O qualcosa di meno prosaico, magari"
Si fece sannguigna come se l'avessi punta io, tanto per cambiare " Be', si da il caso che uno se lo sente, quando c'ha l'universo di dentro, con decenza parlando. Se non lo sente, è evidente che non ce l'ha."
"E come la mettiamo coi pizzichi? Se ti uccido, non ci sarano più zanzare a importunarmi, per sempre." dico filosoficamente, pensando di incastrarla con la retorica, e incrocio soddisfatto le braccia.
"Se è per questo, non ci sarebbe neppure più nessuno da importunare, compermesso." fa stizzita e decisa.
Touché.
"Dimmi il significato della vita, e ti lascio vivere."
Mi si appropinqua con incedere lento e titubante. Mi ronza tre parole nell'orecchio.
Sgrano gli occhi e, di scatto, apro la finestra; la vedo sparire dopo neppure un metro di volo.
Il racconto più meraviglioso del mondo Avviso ai Lettori
Così parlò
aWilito
alle
11:49
Tags
racconti
Si avvisano i gentili lettori che i personaggi di questo racconto entrano ufficialmente in sciopero fino a data da destinarsi a causa delle reiterate, vessatorie condizioni di lavoro imposte dall'autore e che, per tali ragioni, il presente racconto, il quale avrebbe certamente destato l'interesse di tutti ed irretito i cuori di molti, sarà pubblicato in forma ridotta.
Ci scusiamo per il disagio arrecato.
C'era una volta un personaggio dal carattere peculiarissimo e dotato di personalità assai spiccata che riuscì in un'impresa ritenuta generalmente impossibile. Costui non solo sorprese le comparse, ma fu persino capace di compiere eccezionali gesta mai menzionate in nessun racconto di questo e altri generi. La storia termina con un finale mozzafiato e totalmente inaspettato cagionato da un espediente raffinatissimo di metaletteratura. Purtroppo, a causa dello sciopero, lo staff non è autorizzato a divulgare più informazioni di quante già riportate.
Firmato, i personaggi principali e comparse de "Il racconto più meraviglioso del mondo".

