Tra le rovine di Loulan fu trovata una piccola sfinge in madreperla, ora finita nel dimenticatoio di qualche rigattiere, che era in grado di rispondere ad alcuni tra i quesiti più arditi che la mente umana potesse anche solo immaginare, la cui complessità possiamo solo tentare di intuire.
Quando sono andato ai Caraibi la prima volta, da quando ho deciso di partire a quando ho comprato i biglietti sono passati mesi. La seconda volta, sono passati cinque giorni, ma sono comunque partito diverso tempo dopo.
Lo stronzo a tempo pieno, per la propria naturale inclinazione e per la spontanea servilità che lo contraddistingue, spesso riesce a diventare vice o responsabile di qualcosa. Non diventa mai capo delle giovani marmotte, ma coordinatore sì. Se lavora in fabbrica non fa mai il dirigente, ma il responsabile sì. Insomma, dovendo scegliere tra pastore e pecore lui sarebbe il canelupo che sorveglia e scassa il cazzo alle povere pecore: lui dice che è per difenderle, ma in realtà ci gode a comandare servendo, che è la sua vera specialità.
Non abito in un paese normale, e su questo ci sono pochi dubbi. Da noi, non c'è la metro, non c'è la stazione, e gli autobus sono rari ectoplasmi che si intravedono al solstizio d'estate e quando c'è Saturno contro. Per dire.
Mio nonno, quello idralcolico che con mezzo di Primitivo ti snocciola tutti i pesci che ha preso in cinquant'anni di onorata carriera peschiva organizzati in ordine di grandezza da giganteschi a mostri degli abissi, c'è ricascato ed è finito di nuovo in ospedale.
- Oggi il cielo è proprio terso, no?, faccio io.
In pochi giorni aWiliti sono accadute una fracca di cose meravigliose, sconcertanti, avvilenti e tremende. C'è chi sta decidendo se è ancora faccenda di questo mondo e chi, invece, ci si è piazzato saldamente alla faccia di acciacchi e mali incurabili; c'è chi ha tentato di portarmi via un pezzetto di vita e chi per me si scioglie generosamente, e con infinita pazienza. C'è chi, lontano, diventa sempre più lontano, e chi, vicino, si fa sul serio più vicino, e c'è il ricordo che non guarisce, e la fame che ritorna, e il tempo che s'affretta.
