La sfinge di Loulan

Tra le rovine di Loulan fu trovata una piccola sfinge in madreperla, ora finita nel dimenticatoio di qualche rigattiere, che era in grado di rispondere ad alcuni tra i quesiti più arditi che la mente umana potesse anche solo immaginare, la cui complessità possiamo solo tentare di intuire.

In realtà, gongolava impunemente la piccola sfinge, era un bene che la gente le chiedesse solo di destini, complotti e indovinelli perché se l'avessero interrogata in geografia avrebbe fatto una figura di merda.
Le sfingi, in effetti, conoscono solo davanti l'altrui ignoranza.

Si può far meglio

Quando sono andato ai Caraibi la prima volta, da quando ho deciso di partire a quando ho comprato i biglietti sono passati mesi. La seconda volta, sono passati cinque giorni, ma sono comunque partito diverso tempo dopo.

Ora ho fatto di meglio: ho deciso di partire e ho prenotato in 3 giorni. Partenza dopo quattro giorni per Ko Samui.
Mi domando, in questa malsana corsa a superarmi, cosa farò la prossima volta. Qualcuno dice maliziosamente che prenoterò direttamente all'aeroporto ma sono  dei pivelli; si può far molto meglio di così. 
Prenoto al ritorno direttamente, e tanti saluti a tutti.

Lo stronzo a tempo pieno

Lo stronzo a tempo pieno, per la propria naturale inclinazione e per la spontanea servilità che lo contraddistingue, spesso riesce a diventare vice o responsabile di qualcosa. Non diventa mai capo delle giovani marmotte, ma coordinatore sì. Se lavora in fabbrica non fa mai il dirigente, ma il responsabile sì. Insomma, dovendo scegliere tra pastore e pecore lui sarebbe il canelupo che sorveglia e scassa il cazzo alle povere pecore: lui dice che è per difenderle, ma in realtà ci gode a comandare servendo, che è la sua vera specialità.

Neuronalmente burocratizzato, scarsamente accomodante, assolutamente indisponente, ha la sindrome del pisello piccolo e l'unico modo di riaffermare la propria esistenza è coi richiami ufficiali ai superiori, per ogni piccola boiata e anche in assenza di necessità. Crede, insomma, che essere sinceramente odiati sia sintomo di carisma e personalità. Poi, siccome spesso è pure stolido e vendicativo, se gli si fa pubblicamente notare la propria ingessatura mentale, prima o poi la fa pagare cara e amara. Si può probabilmente azzardare che, da piccolo, era uno che sognava di conquistare e soggiogare la terra, ma gli è venuto male.
Talvolta accade che lo stronzo a tempo pieno sia femmina, e in quel caso è anche peggio perché a questo fastidioso impiastro si aggiunge una certa spolverata di pungente acidume, che lei erroneamente scambia per arguzia.
Non tentare di averla vinta con una stronza così, perché non si può umanamente essere più stronzi di così.

I vezzi del posto in cui vivo

Non abito in un paese normale, e su questo ci sono pochi dubbi. Da noi, non c'è la metro, non c'è la stazione, e gli autobus sono rari ectoplasmi che si intravedono al solstizio d'estate e quando c'è Saturno contro. Per dire.

Qui c'è un fervore, una solerzia perenne, una operosità quasi da coloni pellegrini. In questo piccolo scricciolo di borgo a bagno maria nel verde, quando un vicino ha finito di martellare in bagno per cambiare le mattonelle (alle 9.30 del 1 maggio, senza pietà), l'altro inizia a scaldare la motosega per la potatura annuale (che, essendo basata sul calendario berbero, avviene cinque volte ogni anno terrestre). Nel mentre, un altro vicino giardino-dotato falcia il prato con l'ultimo modello di falciatrice della Bertolini, la ScassaGrass 3000, che con le due lame rotanti a doppio maglio perforante garantisce una rasatura che nemmanco col rasoio ti verrebbe tanto bene. Fa un casino assurdo, però ha già il dopobarba integrato, così dopo l'erba resta tutta liscia. Anzi, farebbe un casino assurdo, se non fosse che viene sovrastato dalle urla belluine di quelli di sotto che di comune accordo hanno deciso di divorziare/scannare i figli/battibeccare sulla seiduesei/sterminarsi finché non ne rimarrà uno solo.
E così tra martellio, ciarlìo, scannamento e potamento, mi sento quasi in colpa ad essere un molle e uno sfaticato, uno che non ha muri da scorticare e sincrotroni da costruire in giardino, insomma uno che nei giorni di festa vorrebbe solo dormire e fare all'ammore. 
Evidentemente, sono io che sono strano.


La scommessa del nonno idralcolico

Mio nonno, quello idralcolico che con mezzo di Primitivo ti snocciola tutti i pesci che ha preso in cinquant'anni di onorata carriera peschiva organizzati in ordine di grandezza da giganteschi a mostri degli abissi, c'è ricascato ed è finito di nuovo in ospedale.

Mio padre, uomo ruvido ma talvolta sorprendentemente sottile, sostiene che fa tutto parte di un complotto ragionato: non vuole morire, mio nonno; vuol far morire noi di ansia e crepacuore.
Mio nonno, d'altro canto, ora è di nuovo arzillo ed insofferente, e non vede l'ora di andare a pescare con la barca nuova. Dice che è come i gatti: ha quasi tirato le cuoia per tre volte, quindi gliene mancano ancora quattro per arrivare a sette.
E che lui ci arrivi non ho dubbi. E' che non so se ci arriviamo noialtri.

Fessi uguale

- Oggi il cielo è proprio terso, no?, faccio io.

-Sì, e anche un po' quarto è la risposta scema, e guarda in sù. Non c'è neanche una nuvola, è totalmente sgombro.
- E anche un po' maccarello.

Non c'è che dire, siamo proprio fessi uguale.

In pochi giorni aWiliti

In pochi giorni aWiliti sono accadute una fracca di cose meravigliose, sconcertanti, avvilenti e tremende. C'è chi sta decidendo se è ancora faccenda di questo mondo e chi, invece, ci si è piazzato saldamente alla faccia di acciacchi e mali incurabili; c'è chi ha tentato di portarmi via un pezzetto di vita e chi per me si scioglie generosamente, e con infinita pazienza. C'è chi, lontano, diventa sempre più lontano, e chi, vicino, si fa sul serio più vicino, e c'è il ricordo che non guarisce, e la fame che ritorna, e il tempo che s'affretta.

Eppure nell'aria c'è consolazione, e si respira del buono.
E piango contento, come uno scemo, perché il prossimo Natale a noi simpatici simbionti porterà un regalo grosso grosso. E già gli voglio bene.