Il Gargallo spesso riflette su se stesso, chiedendosi perché nessuno abbia trovato il tempo, la voglia e l'ispirazione di crearne la storia ed il destino, ritenendosi sufficientemente interessante da essere soggetto - o almeno comparsa - d'una storia qualunque.
In realtà, non è che ce l'abbiano con lui: è solo che una infinità di storie aspettano di essere scritte, e il Gargallo è tra questi.
Poiché non ne ho il tempo, regalo il personaggio: non c'è mica un autore che vuole scriverne?
Per costruire un piccolo mondo
Così parlò aWilito alle 23:49 Tags brevi ma intensi, delirio, personaliSe per costruire un piccolo mondo, hai bisogno di scorticare l'anima, sollevare tempesta e abbandonarti allo sdilinquimento, allora lascia perdere, lasciaci stare. Non c'è spazio per tanto sforzo e così poca sostanza, e non è dato a noi mangiare la polvere in attesa dell'eternità.
La piccola inconcludente siede assorta sul proprio diario. Vorrebbe scrivere qualcosa di meraviglioso e arcano, anzi no, misterioso e mozzafiato, no vabbè, meglio qualcosa di più smielato tipo le storielle che scrivono su quelle riviste, ma non le viene in mente niente, se non che deve ancora dare da mangiare al gatto, fare quella telefonata di scuse e terminare di spennellare il quadretto regalo per Susanna.
La mia tendinite non è come le altre.

Per aprire il lucchetto che tiene al sicuro la minchia del mondo, ho dovuto scovare la chiave nascosta dalla donna balorda sulla cima del monte che fu il luogo dove una dea dei boschi era morta invano nel futile tentativo di salvare il figlio dell'uomo che aveva strappato l'occhio della settima profezia che poteva, solo dandogli una strizzatina, annientare l'intero Iperuranio Scalo e catafotterlo nel buio cosmico del water di Dio.
Se parli non ti mangio, le ho detto. Va bene anche una parolina piccola piccola, tipo sì, no, boh.

Oggi ho un terribile mal di testa.
