Se per costruire un piccolo mondo, hai bisogno di scorticare l'anima, sollevare tempesta e abbandonarti allo sdilinquimento, allora lascia perdere, lasciaci stare. Non c'è spazio per tanto sforzo e così poca sostanza, e non è dato a noi mangiare la polvere in attesa dell'eternità.
Per costruire un piccolo mondo
Così parlò aWilito alle 23:49 Tags brevi ma intensi, delirio, personaliLa piccola inconcludente siede assorta sul proprio diario. Vorrebbe scrivere qualcosa di meraviglioso e arcano, anzi no, misterioso e mozzafiato, no vabbè, meglio qualcosa di più smielato tipo le storielle che scrivono su quelle riviste, ma non le viene in mente niente, se non che deve ancora dare da mangiare al gatto, fare quella telefonata di scuse e terminare di spennellare il quadretto regalo per Susanna.
La mia tendinite non è come le altre.

Per aprire il lucchetto che tiene al sicuro la minchia del mondo, ho dovuto scovare la chiave nascosta dalla donna balorda sulla cima del monte che fu il luogo dove una dea dei boschi era morta invano nel futile tentativo di salvare il figlio dell'uomo che aveva strappato l'occhio della settima profezia che poteva, solo dandogli una strizzatina, annientare l'intero Iperuranio Scalo e catafotterlo nel buio cosmico del water di Dio.
Se parli non ti mangio, le ho detto. Va bene anche una parolina piccola piccola, tipo sì, no, boh.

Oggi ho un terribile mal di testa.
La famiglia Patta è raccolta attorno la tavola, immersa nel riverbero azzurrognolo che proviene dalla televisione come un gruppo di totani sul fondo degli oceani. Stanno guardando le immagini della loro famiglia stretta attorno al tavolo, intenta a guardare la televisione.
