Il post segreto

In questo post avrei scritto qualcosa di inconsueto e totalmente diverso dal solito. Anzi, l'ho fatto, solo che non posso pubblicarlo altrimenti qualcuno verrebbe a sapere qualcosa che non dovrebbe sapere. O magari potrebbe intuirla, ma non è l'intuito il suo forte. Io però zitto e mosca, non parlo, no che non parlo. Ci sarebbe stato un contenuto inaspettato e inusitato per questo blog, introvabile su Internet, che sicuramente più di qualcuno avrebbe apprezzato. Non posso dire chi potrebbe apprezzarlo, se no poi si intuisce e siamo punto a capo.
Vorrei soltanto rassicurare il fidato pubblico che arriverà, eccome se arriverà, solo che non posso dire neppure quando arriverà (sebbene una data precisa esista) perché se dicessi quando ho intenzione di pubblicarlo, anche da questo si potrebbe ravvedere qualche (notevole) indizio, e lungi da me dire più del necessario.
Anzi, detta inter nos, ho già detto pure troppo.

La tartaruga della signora di sotto

In questo preciso momento, nel giardino della signora di sotto, un piccolo e audace tartarughino cerca a tutti i costi di incaprettarsi una tartarugona vetera dall'aria centenaria che non vuole saperne di sottomettersi. Lei si sposta di qua e di là ritmicamente per allontanarlo e lui, altrettanto ritmicamente, nuota sulla sua groppa, col cuore che gli scoppia ed il carapace che rovina continuamente dabbasso. E' talmente concentrato nell'impresa che riesco a sentirne da quassù gli sfiati esasperati, simili a quei giocarelli di pupi che si strizzano e producono quelle loffiette spompate.
Ora ha cambiato e tenta di dominare quella più piccola. Magari non riuscirà neppure in questa impresa, però di sicuro si sarà divertito un mondo.
C'è più vita nel giardino di quella signora che dentro casa sua.

Buon Compleanno aW

Non me ne ero neanche accorto, ma già da un mese è passato il primo compleanno di aWilito.blog.
Nacqui in una notte buia e tempestosa, che cel'avevo col mondo ma più di tutti con me stesso.
Nel tentativo di fare (senza complemento oggetto. Fare e basta. Qualunque cosa, purché facessi qualcosa) - dicevo - nel tentativo di fare, non mi ero reso conto di quanto avessi deviato dalle mie esperienze ed esigenze, dalle mie passioni, dalle mie personali velleità: avevo chiuso in cassaforte il moderato guazzabuglio che ho dentro e, soprattutto, non ci stavo capendo una beneamata della mia vita. Di certo, sapevo che le scelte fatte sino ad allora erano per lo più sbagliate.
In qualche caso, tragicamente sbagliate.
Poi un bel giorno è nato aW, e tutto è cambiato. Ho detto: adesso cerco di lavorare e, d'improvviso, ero sempre pieno di lavoro; ho detto: voglio scrivere, e scrivo. Ho detto altre cento cose per me, per la mia famiglia e per i miei amici, e tutto si è semplicemente aggiustato. Per me e per tutti gli altri. Allora ho avuto la conferma di quanto ho sempre sospettato: io sono apotropaico per chi mi vuole bene, porto fortuna a chi mi ama. Ma io avevo smesso di volermi bene.
Lo so, è difficile da digerire ma tant'è.
In principio tutto era cominciato col buio di un palcoscenico scarsamente illuminato, file infinite di spalti vuoti avviluppate dall'oscurità e un presentatore tv pazzo. Oggi, quel teatro è piccolo ma stabile, e soprattutto non potrei mai farne a meno.
Buon compleanno, aW. Anche se un po' in ritardo.

La signora di sotto, quella col giardino

La signora di sotto, quella col giardino, è pazza o semplicemente infelice.
Quando il marito era in vita, erano entrambi la gioia dell'egittologo: lei, braccia incrociate all'ombra del melo, sdraiata come la salma di Iside; lui, una mummia nel giardino, stessa andamento e stessa vocazione, a raccogliere foglie, stanare lumache e strappare erbacce.
Oggi il marito non c'è, e non c'è già da qualche anno. Lei era appassita come i fiori di miscanto dopo una settimana di siccità e non pareva più viva. Cioè, era più morta che prima, povera donna.
Ma adesso è tutto cambiato. Da qualche tempo, ha preso l'abitudine di venire con un drappello al seguito: il fratello, vice-mummia ufficiale, il figlio, addetto alle foglie caduche e la vicina di casa, devota matrona di mezz'età, di quelle signore nate già cinquantenni e con il mocio in mano.
Tutte vittime, complici o artefici, non lo sapremo mai.
In questo momento, mentre la meno vecchia idrata i pavimenti del salone, gli altri raccolgono foglie, stanano lumache e strappano erbacce. Di nuovo. Ma stavolta sotto la diretta dirigenza della vedova.
Tentano di accendere il monumento al tagliaerbe del dopoguerra, modello grass-o-matic 2000, per rasare e conciare i due metri quadri di erbetta secca e rada del giardino. Frastuono di tuono, puzza di nafta e la signora, meticolosissima ingegnera, che indica i punti più insidiosi, dove uno o due steli partigiani si rifiutano di piegarsi.
E a quel frastuono insopportabile, tra quei fumi fetenti, la signora di sotto ride.
E' la prima volta che la vedo ridere.

L'anatema fraterno

Aldo e Tinuzza, fratello e sorella. Padre e madre, insopportabili da vicino, devoti da lontano. Il loro litigio è quello di tutto il mondo intero.
Eh, no! ora hai esagerato proprio! Non ti voglio più vedere, mai più, finché campo! Anzi, al tuo funerale non ci vengo!, gli fa lui.
Lei, stizzita e cazzuta, risponde: Io invece al tuo ci vengo eccome!
Oggi Aldo è morto, Tinuzza invece sta benone. La loro storia era mia e, ora, di chiunque desidera conoscerla.
Tra l'altro, si volevano un gran bene quei due.

aW

aW

Se Lunedì

Se Lunedì Wilito non torna, vuol dire che si è schiantato su qualche roccia in mezzo alla cascata delle Marmore.