Si può andarci piano ed essere clementi, si può persino invocare gentili eufemismi e le peripezie sintattiche più ardite, fatto sta la faccenda è e resta una tragedia. Una inguaribile tragedia.
Sì, c'è molto altro al mondo e, sì, l'astinenza non mi sarà fatale per una volta (o no?). Ma perché privarmi della sua schiuma, della sua morbidezza, del suo calore, della sua dolcezza?
Se solo ci penso, le nari scondinzolano e mi sembra persino di avvertirne l'aroma fumée; ma oggi non posso averlo, niente, nisba, niet, betsuni, e per colpa mia. T'è piaciuto sponzarci ("pucciarci", per i lettori polentoni) il dolce dentro, ieri sera? E ora niente mugugni e ripensamenti: è semplicemente finito. Arrangiati.
Ma ditemi voi, a cosa cavolo serve una mukka express se non c'hai il latte? Ecco, l'ho detto.
Ammanchi mattutini
20apr2010 Così parlò aWilito alle 11:09 Tags cazzate, delirio, personali, vita vissuta
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2 commenti...:
...serve a non perdere di vista l'oggetto del desiderio!!! Può inoltre essere evocativa per momenti di atroce carestia da frigo vuoto...
Utilissima anche a livelli di sofisticata masturbazione mentale. Ma non è da tutti, occorrono anni ed anni di esercizi e sedute davanto allo specchio.
Con cosa hai colmato il vuoto del tuo risveglio?
Niente, me la sono presa in saccoccia ;)
aW
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