Una casa in cui un pennino USB sta sulla lavatrice assieme al tagliacapelli, il pettine del tagliacapelli sta sul divano, viti e stopper giacciono sul nuovissimo costosissimo candidissimo copriletto mentre le forbicine stanno nascoste nella libreria in salotto non è una casa normale.
Che tempo balordo!
Il bambino senza occhi viveva in una casetta piena d'amore e coccole, personale ed irriverente risposta di mamma e papà ad un certo destino vigliacco.
Mezzo pieno, mezzo vuoto
25feb2009 Così parlò aWilito alle 11:11 Tags brevi ma intensi, delirio, personali, polemica, politicaNon ci posso fare niente, sono un inguaribile romantico, un ottimista carbonaro, un volemose-benista camuffato da cinico e uno spielbergiano compulsivo che, di sottecchi, crede fortemente di poter cambiare la gente parlandole, o di poter moderare gli eccessi del mondo con la semplice disapprovazione.
Ha perso il lavoro, l'amore e persino la dignità, tutto nell'arco di tempo che separa l'alba dal tramonto, ed è diventata di pietra per sempre.
Il Gargallo spesso riflette su se stesso, chiedendosi perché nessuno abbia trovato il tempo, la voglia e l'ispirazione di crearne la storia ed il destino, ritenendosi sufficientemente interessante da essere soggetto - o almeno comparsa - d'una storia qualunque.
In realtà, non è che ce l'abbiano con lui: è solo che una infinità di storie aspettano di essere scritte, e il Gargallo è tra questi.
Poiché non ne ho il tempo, regalo il personaggio: non c'è mica un autore che vuole scriverne?
Per costruire un piccolo mondo
19feb2009 Così parlò aWilito alle 23:49 Tags brevi ma intensi, delirio, personaliSe per costruire un piccolo mondo, hai bisogno di scorticare l'anima, sollevare tempesta e abbandonarti allo sdilinquimento, allora lascia perdere, lasciaci stare. Non c'è spazio per tanto sforzo e così poca sostanza, e non è dato a noi mangiare la polvere in attesa dell'eternità.
La piccola inconcludente siede assorta sul proprio diario. Vorrebbe scrivere qualcosa di meraviglioso e arcano, anzi no, misterioso e mozzafiato, no vabbè, meglio qualcosa di più smielato tipo le storielle che scrivono su quelle riviste, ma non le viene in mente niente, se non che deve ancora dare da mangiare al gatto, fare quella telefonata di scuse e terminare di spennellare il quadretto regalo per Susanna.
La mia tendinite non è come le altre.

Per aprire il lucchetto
11feb2009 Così parlò aWilito alle 23:07 Tags brevi ma intensi, delirio, personaliPer aprire il lucchetto che tiene al sicuro la minchia del mondo, ho dovuto scovare la chiave nascosta dalla donna balorda sulla cima del monte che fu il luogo dove una dea dei boschi era morta invano nel futile tentativo di salvare il figlio dell'uomo che aveva strappato l'occhio della settima profezia che poteva, solo dandogli una strizzatina, annientare l'intero Iperuranio Scalo e catafotterlo nel buio cosmico del water di Dio.
Se parli non ti mangio, le ho detto. Va bene anche una parolina piccola piccola, tipo sì, no, boh.

Oggi ho un terribile mal di testa.
La famiglia Patta è raccolta attorno la tavola, immersa nel riverbero azzurrognolo che proviene dalla televisione come un gruppo di totani sul fondo degli oceani. Stanno guardando le immagini della loro famiglia stretta attorno al tavolo, intenta a guardare la televisione.