Quando i sensi di colpa che riesco a incutere in un mio amico (ti sei dimenticato di venirmi a prendere il giorno degli esami di Maturità, con occhio languido e voce tremolante) sono equipollenti all'ascendente di sua moglie (ti mando in bianco per una settimana, sguardo fermo e tette turgide), vuol dire che ne abbiamo passate talmente tante, assieme, da essere molto più che ottimi amici: semmai siamo Simpatici Simbionti.
Ovviamente, alla fine della gara di influenza ho perso io. Contro certi argomenti non si è mai semplicemente corazzati a sufficienza.
Ma sono soddisfazioni pure queste. E comunque volevo solo stappare la terza birra, mica chissà che.
Dedicato a Carlo.
Lotte titaniche tra Simbionti
Così parlò aWilito alle 08:43 Tags amici, amore, i simpatici simbionti, vita vissutaPerché se poggio il MacBook Pro sopra un MacBook chiuso entra in standby e non ne esce più finché non lo sposto fisicamente da lì?
La scoperta è stata fatta casualmente dopo una serie di accadimenti al limite del paranormale e in seguito a diversi rabbiosi riavvii. Ora ho definitivamente risolto l'arcano, solo che mi domando: perché succede?
E soprattutto perché, anche quando funzionano male, i Mac sono più simpatici di Windows?
Va' a spiegarle, certe cose.
Alcuni di noi, tornando a casa, trovano un piatto fumante sulla tavola, una sorpresa erotica o un regalo assolutamente inaspettato, magari nascosto sotto a una monumentale coccarda.
Io no.
A me semmai può capitare di imbattermi -alle 9 di sera- nella dolce metà indaffarata col tubo dell'aspirapolvere otturato da una trozzola di carta che sarebbe servita (mi limito a riportare la spiegazione: non chiedetemi come) a ripulire il suddetto tubo. Tutto ciò nel bel mezzo del salotto, col filtro dell'aspirapolvere che eruttava soffici fiocchi di polvere e schifo.
Dice che non debbo lagnarmi, perché insieme non ci annoiamo mai. E che una fortuna così capita solo una volta nella vita.
Anche due, penso io. Ma ti deve dire proprio sfiga.
No.
E adesso?
No.
E adesso?
Ancora no.
Ma quando cade?
Presto.
Ma presto quanto?
Tra pochetto. Conta fino a dieci.
...nove e dieci.
E' caduto adesso?
Ancora no. Porta ancora un po' di pazienza.
E adesso?
...
Seriamente, che abbiamo un Presidente del Consiglio malato lo sapevamo da tempo e per mezzo della più autorevole voce a riguardo: sua moglie, più di un anno fa.
Ma tutti quei corifei succhiasangue che gli ronzano attorno e che fanno da specchio alle sue improbabili bugie, alle forzature interpretative e agli abusi di potere, come dobbiamo considerarli? Tutti malati pure loro?
Cioè, è normale un ministro degl'Interni che affermi spudoratamente il falso per non contraddire il boss? E' normale un ministro dei Beni culturali che guarda Pompei trasformarsi in Atlantide e dice che la colpa è di quello là, mica sua, ma chi? Ma quello là dai, se n'è andato proprio ora.
Ma questi lo sanno che hanno giurato fedeltà alla Carta e non a quello lì?
Io non ce la faccio seriamente più. Non ho mai visto un governo tanto inconcludente, bugiardo, sfacciato.
Ma magari dipende dal fatto che sono troppo giovane io, va' a sapere.
La verità è che il tempo a nostra disposizione è perennemente in difetto. Ecco perché è sempre più difficile, se non impossibile, appassionare qualcuno ad una nuova causa, per quanto sacrosanta.
E non voglio neppure disputare sulla presunta superiorità di certe passioni rispetto ad altre. Non è necessariamente il grandefratello o il rigorenonassegnato di turno: il diritto al cazzeggio dovrebbe essere sancito a norma di legge, per ciascuno di noi.
Visto però il delicato momento storico (che poi, ne è mai esistito uno che non lo fosse?), sto sforzandomi con tutto me stesso di essere informato, e di informare per quanto è possibile. Mi addentro nei cavilli, mi sforzo di seguire le contorsioni circensi degli imprenditori truffaldini, mi costringo a snocciolare nomi a me sconosciuti di puttanieri e amici di puttanieri, mi impongo di comprendere meglio come funziona la nostra Repubblica e di annusare i princìpi che gonfiano le pagine della costituzione. Vinco la noia, il lassismo, lo svilimento e mi trascino nei meandri del diritto a fatica: non afferro la burocrazia e non la afferrerò mai. Ma capire le cose è un passo necessario prima di poter fare.
E anche per quello, occorre impegno e determinazione. Il giramento di coglioni, posso constatare, aiuta parecchio.
Ma è tutta lì che si gioca la partita. Gli amministratori retti, in questo paese, sono come il Nasikabatrachus sahyadrensis o il Pipa myersi: rari, in via d'estinzione e brutti in culo secondo il canone estetico dominante.
Seriamente. Occorre fare quadrato e arginare il decadimento del paese.
Non è più semplicemente diritto all'informazione. E' proprio un dovere.

