No.
E adesso?
No.
E adesso?
Ancora no.
Ma quando cade?
Presto.
Ma presto quanto?
Tra pochetto. Conta fino a dieci.
...nove e dieci.
E' caduto adesso?
Ancora no. Porta ancora un po' di pazienza.
E adesso?
...
Seriamente, che abbiamo un Presidente del Consiglio malato lo sapevamo da tempo e per mezzo della più autorevole voce a riguardo: sua moglie, più di un anno fa.
Ma tutti quei corifei succhiasangue che gli ronzano attorno e che fanno da specchio alle sue improbabili bugie, alle forzature interpretative e agli abusi di potere, come dobbiamo considerarli? Tutti malati pure loro?
Cioè, è normale un ministro degl'Interni che affermi spudoratamente il falso per non contraddire il boss? E' normale un ministro dei Beni culturali che guarda Pompei trasformarsi in Atlantide e dice che la colpa è di quello là, mica sua, ma chi? Ma quello là dai, se n'è andato proprio ora.
Ma questi lo sanno che hanno giurato fedeltà alla Carta e non a quello lì?
Io non ce la faccio seriamente più. Non ho mai visto un governo tanto inconcludente, bugiardo, sfacciato.
Ma magari dipende dal fatto che sono troppo giovane io, va' a sapere.
La verità è che il tempo a nostra disposizione è perennemente in difetto. Ecco perché è sempre più difficile, se non impossibile, appassionare qualcuno ad una nuova causa, per quanto sacrosanta.
E non voglio neppure disputare sulla presunta superiorità di certe passioni rispetto ad altre. Non è necessariamente il grandefratello o il rigorenonassegnato di turno: il diritto al cazzeggio dovrebbe essere sancito a norma di legge, per ciascuno di noi.
Visto però il delicato momento storico (che poi, ne è mai esistito uno che non lo fosse?), sto sforzandomi con tutto me stesso di essere informato, e di informare per quanto è possibile. Mi addentro nei cavilli, mi sforzo di seguire le contorsioni circensi degli imprenditori truffaldini, mi costringo a snocciolare nomi a me sconosciuti di puttanieri e amici di puttanieri, mi impongo di comprendere meglio come funziona la nostra Repubblica e di annusare i princìpi che gonfiano le pagine della costituzione. Vinco la noia, il lassismo, lo svilimento e mi trascino nei meandri del diritto a fatica: non afferro la burocrazia e non la afferrerò mai. Ma capire le cose è un passo necessario prima di poter fare.
E anche per quello, occorre impegno e determinazione. Il giramento di coglioni, posso constatare, aiuta parecchio.
Ma è tutta lì che si gioca la partita. Gli amministratori retti, in questo paese, sono come il Nasikabatrachus sahyadrensis o il Pipa myersi: rari, in via d'estinzione e brutti in culo secondo il canone estetico dominante.
Seriamente. Occorre fare quadrato e arginare il decadimento del paese.
Non è più semplicemente diritto all'informazione. E' proprio un dovere.
Un pensiero molto politcally-scorrect
Così parlò aWilito alle 12:19 Tags bastardo dentro, brevi ma intensi, delirio, italia, politicaOra che è sono arrivate la calamità anche al Nord, i leghisti all'improvviso hanno iniziato a fare gli stronzi al contrario. Prima pretendevano la secessione, ora i soldi, altrimenti non pagheranno le tasse.
Qualcuno informi il Sig. Zaia che li aiuteremo né più e né meno come sono stati recentemente aiutati abruzzesi e campani: a cazzo di cane e per scenografia. Se sono particolarmente sfortunati potrebbe salire su persino Bertolaso.
Ah no, aspetta, può essere che a loro vada meglio. Dopotutto questo governo sta per cascare.
Qualcuno glielo spiega
Così parlò aWilito alle 12:27 Tags bastardo dentro, brevi ma intensi, delirio, italia, polemica, politicaQualcuno glielo spiega ai leccaculo del Premier che avere un'idea del cazzo e rivendicarla con convinzione non la trasforma automaticamente in un'idea decente?
Con illimitata gratitudine,
aW
L'allassofallo è un oggetto, un cazzabubbolo, un dispositivo che muta perennemente la propria forma e funzione, a seconda di chi lo possiede di volta in volta. Generato dal caos e dell'opportunità, l'allassofallo nasce nella neutralità e nella potenza d'essere per poi trasformarsi in qualcosa di determinante per ognuno di noi. E poiché le necessità sono tante e varie quante le persone che esistono, ogni volta che uno di quei marchingegni passa di mano muta dentro e fuori, sino a diventare irriconoscibile al suo stesso possessore.
Riconoscerne uno è semplice nella forma, ma quasi impossibile nella sostanza.
Per definizione, l'allassofallo viene offerto da qualcuno (spesso interessato) sempre nei momenti di particolare crisi, e assume sovente la connotazione del deus ex machina, di una soluzione facile, di una scorciatoia o un aiutino insperato. A quel punto, per smascherarlo occorrerebbe semplicemente rinunciarvi, e magari tentare di risolvere i problemi seguendo la strada corretta, che è sempre quella più impervia. E allora, si dissolverebbe all'istante manifestando con ciò tutta la propria insussistenza.
Il problema è che non lo fa quasi nessuno, me compreso. Ed ecco perché, dopo l'invenzione della ruota, l'eredità più grande che lasceremo ai nostri figli è un maledettissimo allassofallo. Una bella fregatura.

