Lo studente fetente

Lo studente fetente sta sempre a studiare, ma curiosamente ciò avviene solo quando non c'è nessuno a guardarlo, e se entriamo in camera sua, di solito ha appena finito di studiare o stava proprio per cominciare. Quando gli si telefona, risponde che sta studiando e se lo si invita ad uscire, borbotta un po' e confessa di farlo controvoglia, ma tanto recupera domani.

Lo studente fetente si risente se non passa gli esami, pretende la promozione per diritto di nascita e crede profondamente nell'immortalità della buona stella.
Poi però si scontra con la realtà e questo pensiero, lungi dall'irrobustirlo, gli fornisce una scusa in più per non studiare.

Una casa normale

Una casa in cui un pennino USB sta sulla lavatrice assieme al tagliacapelli, il pettine del tagliacapelli sta sul divano, viti e stopper giacciono sul nuovissimo costosissimo candidissimo copriletto mentre le forbicine stanno nascoste nella libreria in salotto non è una casa normale.

Ed il bello è che io, con tutto questo casino, non c'entro niente.

Per strada, in Italia

Che tempo balordo!

Ah, non me ne parli. Appena smette il vento, comincia a piovere.
Lasci fare, è tutta colpa del buco dell'ozono. A proposito, ma che fine ha fatto? Fino a qualche anno fa ci stavamo estinguendo appresso alle foche monache, se non erro.
Eh, non me ne parli. C'ho il cane a pelo lungo, povera bestia, che soffre come un cane.
Ah ah, ha ragione! Io il cane lo vorrei, ma ci vuole il giardino...
Lasci fare, se lo prenda. E' come un amico, e poi i gatti si affezionano alla casa, mica al padrone.
No, ma sa cos'è? Non compro il cane per non dover vederlo morire.
Ha ragione, io infatti, fosse per me, non mi sarei fatta neppure i nonni e la zia Adele. Povera zia Adele.
Ah, le zie di una volta non le fanno più. Ha notato?
Glielo dico io: le donne di una volta non se ne vedono mica. Un tempo si lavoravano i campi, si mangiava più sano.
Eh, una volta la verdura aveva tutta un altro sapore, è proprio vero.
Ma mi dica, il lavoro come va?
Mica tanto bene, sa? Ma non parlo per mio marito, quello è statale, e chi glielo leva il lavoro agli statali? Ma l'Armando, poverino; studia, studia e non combina niente.
Signora mia, non esiste più il lavoro fisso. Ma suo figlio è bravo e tiene la voglia di lavorare, e addiopiacendo un posto alle Poste prima o poi lo trova.
Fortunata lei che li ha tutti fuori di casa: i figli son problemi, come dice l'adagio. In casa non c'è più dialogo e il parquet è bello ma troppo delicato.
Si, perché al cuor non si comanda e Sanremo era meglio l'anno scorso.
Mi toglie la parole di bocca, signora mia. Tantopiù che il cioccolato fa venire i brufoli. Meno male che la cinquecento la parcheggi dove vuoi, se no il piede deve respirare.
Eh, sì. E poi il servizio militare ti forma, mica pizza e fichi.
Bè, signora mia. Tante buone cose e mi saluti suo marito. Arrivederci.
Auguri passati e tante buone cose a casa.

Il bambino senza occhi

Il bambino senza occhi viveva in una casetta piena d'amore e coccole, personale ed irriverente risposta di mamma e papà ad un certo destino vigliacco.

Per il bambino senza cuore, invece, non fa alcuna differenza il posto in cui vive e almanacca: ha già sgozzato sia la mamma che il papà.

Mezzo pieno, mezzo vuoto

Non ci posso fare niente, sono un inguaribile romantico, un ottimista carbonaro, un volemose-benista camuffato da cinico e uno spielbergiano compulsivo che, di sottecchi, crede fortemente di poter cambiare la gente parlandole, o di poter moderare gli eccessi del mondo con la semplice disapprovazione.

Sì, il vaso di merda in cui sguazziamo lo vedo, ma lo vedo mezzo pieno. Va bene?

Dall'alba al tramonto

Ha perso il lavoro, l'amore e persino la dignità, tutto nell'arco di tempo che separa l'alba dal tramonto, ed è diventata di pietra per sempre.

Chiunque altro al suo posto avrebbe desiderato morire, o dissolvere quel ricordo nella dimenticanza. Lei, invece, fu grata al destino per la pienezza perfetta di quell'unico giorno.

Il Gargallo

Il Gargallo spesso riflette su se stesso, chiedendosi perché nessuno abbia trovato il tempo, la voglia e l'ispirazione di crearne la storia ed il destino, ritenendosi sufficientemente interessante da essere soggetto - o almeno comparsa - d'una storia qualunque.
In realtà, non è che ce l'abbiano con lui: è solo che una infinità di storie aspettano di essere scritte, e il Gargallo è tra questi.
Poiché non ne ho il tempo, regalo il personaggio: non c'è mica un autore che vuole scriverne?