La gita in montagna
30gen2009 Così parlò aWilito alle 10:52 Tags amici, delirio, i simpatici simbionti, personali, scienze curioseQuesto personaggio è un signorotto di paese di quelli che il tempo, invece di ingobbirli, li fa più intensi e volitivi; possiede un piccolo stabilimento di torrefazione del caffè nei pressi di Patù, e da ieri notte non è più lo stesso. Ha trovato, nascosto sotto un cassetto, una vecchia lettera che un certo Tuo Riccardo aveva inviato decenni prima alla moglie, invocata fino a ieri come una santa. Nella lettera, l'uomo si dilunga su quando lei gli raccontava dolcissime storie tra i chicchi di caffè, con il terrore che qualcuno potesse scoprirli. E in particolare, rammenta quella del romanziere senza più ispirazione che si era affidato al diavolo per dare nuova linfa ai propri romanzi, incongruenti talee di parole rimaste incompiute per anni.
Il milajuveromanista (o italiano medio)
26gen2009 Così parlò aWilito alle 10:56 Tags delirio, polemica, sportPrima di avere pervicaci opinioni e asfissiantissime convinzioni, forse il milajuveromanista dovrebbe imparare l'italiano, un po' di sintassi, quel tanto di consecutio che basta, e qualche verbo nuovo, così, tanto per rinverdire il proprio desolante patrimonio linguistico.
E questo non è un post
La Gora della Nebbia Eterna è anche chiamata Yssan, che in lingua Eva significa là dove si nasconde il sole. Il riferimento è ad una antica leggenda secondo cui il dio delle anime ha dovuto creare un luogo per contenerle dopo che queste l'avevano querelato a causa della disparità di trattamento ricevuta. Infatti, la divinità gemella che aveva conferito i vivi in un mondo di luce e fuoco aveva dimenticato di creare un giusto collocamento per le povere anime.
Gli acciacchi della Casa che Muta
19gen2009 Così parlò aWilito alle 23:30 Tags delirio, la casa che muta, personali, raccontiLa Casa che Muta è molto malata: non ha retto ai quattro mesi di piogge ininterrotte e ora ha le ossa marce, soccombe alla muffa e cede all'umidità. E noi con lei.
Da qualche parte, ne sono certo, deve essere finita la mia vacanza, quella cui agogno da mesi e che di settimana in settimana disattende ogni mia sempre più flebile speranza. Oramai, i sabati debbo trascinarli con la carriola e le domeniche le tiro coi denti.
L'elettricista circense
17gen2009 Così parlò aWilito alle 16:50 Tags delirio, la casa che muta, personali, racconti, scienze curiose, varieL'elettricista circense mastica un po' i fili per sentire se ci passa la duevventi, poi, ancora umidicci di saliva e sprizzanti irregolari scintille, li riattacca con un po' di ciuingomma, qualche imprecazione e un po' di nastro isolante. Ma poco.
La lampada a forma di lampada
15gen2009 Così parlò aWilito alle 10:21 Tags brevi ma intensi, delirio, personali, polemicaLe lampade che ho simmetricamente (e banalmente) disposto su miei due comodini sono bellissime. Semplici, aggraziate, lineari, né troppo tozze né troppo sottili, né troppo moderne né troppo antiquate: sono monadi di lampada, lampade a forma di lampada. Pare strano, ma ci ho messo mesi, forse anni a trovarle: le lampade, di solito, hanno la forma di fiori, di gnù o di DNA, ma mai di lampade.
Il tifoso a tempo indeterminato
13gen2009 Così parlò aWilito alle 09:27 Tags brevi ma intensi, polemica, sportL'italico tifoso medio (quello di ruolo, con contratto a tempo indeterminato e la bandiera nel cofano) somiglia tantissimo a un pargolo che si atteggia ad adulto, imitandone grottescamente piglio, prosodia e parole, e che inevitabilmente finisce poi con l'inventare vocaboli, usarne impropriamente altri e sbagliare i congiuntivi. Pressapochista e arraffazzone, spesso mette una i dove non serve e dimentica la h nella terza persona del verbo avere, e ancora più spesso parla di umiltà, giustizia e tecnica col cuore in mano, come un piccolo San Francesco, un Mahatma Ghandi o un Hanon virtuoso.
Il falconiere ebbro
06gen2009 Così parlò aWilito alle 18:26 Tags brevi ma intensi, delirio, personaliIl falconiere ebbro si è accorto di sgobbare di più nei giorni di festa che nel resto dell'anno. Per fortuna che le feste durano poco, e poi si torna a lavorare.
Quando un uomo prende una decisione, è quella, se uno è un vero uomo. Non conta il periglio, l'ammicco malizioso e civettuolo della Morte, né la certezza che altri più in gamba lo derideranno: un uomo vero fa ciò che è dovuto alla sua storia solo e semplicemente perché è dovuto a sé stesso. Slavine di incertezza e montagne di paura non impediranno al destino di compiersi, perché la storia la costruiamo soprattutto in momenti come questi.
Se uno può scoprire in una notte sola che sua cugina russa come un porco nel motaccio, che il materasso gonfiabile fa un casino assurdo sul parquet, che la sua bellissima nipotina rompe meno di qualunque altro bambino (ma rompe pure lei), che i router telecom fanno e faranno cagare per sempre, e che la maieutica non funziona col torrone che fa su e giù nello stomaco, allora probabilmente non ha passato una buona notte.