09 luglio 2009

Siamo biologi D.O.P.

Dopo innumerevoli patemi, crisi matrimoniali, minacce di morte e nonostante infausti vaticini, iatture cosmiche e carte bollate, noi simpatici simbionti da oggi siamo biologi D.O.P. con tanto di certificazione e bollino blu su chiappa destra.

Per questi motivi, rivendichiamo il diritto e la necessità della vacanza che avverrà tra quattro giorni esatti, nell'isola che gli antichi chiamavano semplicemente la più bella.
E ora scusate, se no mi si scuoce il DNA nella pentola a pressione.

08 luglio 2009

Il magico mondo di Monterotondoscalo

Prestatemi orecchio e non lasciatevi ingannare, o ignari viandanti, ché sebbene dal nome sembri un posto dei nostri, è in realtà un luogo magico e remoto, che il caso ha voluto nomare come un cesso di posto nella provincia di Roma. Ma è pura coincidenza, eh.

La lontana terra di Monterotondoscalo è irraggiungibile per gran parte di noi, e solo alcuni conoscono il segreto per toccarne le rocce ed annusarne gli afrori. Anche se di solito nessuno vuole raggiungerla. Là, infatti, il cielo addensa sempre nuvole grosse come montagne e dense come pece, e dal loro scontro non cade pioggia, bensì tegole, bottiglie e pianoforti a coda: per un'altra incredibile coincidenza linguistica, queste anomale gocce di pioggia sono meglio conosciute dalla gente del posto come accidenti. Da lì il detto non uscire ché piove e ti prendi un accidenti, oppure l'imprecazione che ti prenda un accidenti. Da noi al massimo ci viene l'influenza, là ti casca un cornicione sulla noce del capocollo.
Solo stamattina, per dirne una, un tizio è uscito senza cappello proprio mentre il cielo tuonava e lampeggiava minaccioso. Non aveva lasciato l'uscio di casa da neppure un minuto, che il ritratto della moglie gli è piovuto addosso tagliandogli di netto il collo come un trinciapollo. Ora la vedova è a Tobago a consolarsi, ché c'è pure un clima migliore.
Per una impalpabile ed inspiegabile distorsione dello spaziotempo, talvolta accade che uno di quegli accidenti caschi di sghimbescio su di noi, e ci colpisca in pieno, come l'incudine da centiventidue kili che m'ha tramortito ieri. Fateci caso, se assistete ad uno di questi balzani fenomeni: si vede proprio cadere l'accidenti da altezze vertiginose e colpire. E se godete di vista buona, si può notare persino l'istante dell'impatto.
Oltretutto, non accade neppure tanto di rado.

07 luglio 2009

Questa storia del G8

Siamo fonte d'imbarazzo mondiale, con 'sta storia del G8, e non vedono l'ora di buttarci fuori. Siamo fonte d'imbarazzo per tutti, tranne che per gli italiani.

05 luglio 2009

Quando si vive con uno

Quando si vive con uno che, a leggere la parola olî, cerca di scansare col dito il moscerino morto sullo schermo proprio sopra la î, bisogna necessariamente accettare la triste realtà: per alcuni le elementari durano sempre troppo poco.

04 luglio 2009

Il regalo per la sora Serena

Per addivenire alla soluzione definitiva, e trovare il giusto compromesso tra apprezzamento (forse questa volta non ci manderà a cagare perché non le piace) e contingenze di mercato (non l'hanno ancora inventato, non è disponibile nel nostro emisfero, non è legale), le ricerche per il regalo adatto alla sora Serena sono ancora ed attualmente in corso. E' storicamente provato che l'oro forgiato dagli elfi non se lo mette ché fa pacchiano, e che la polvere dei Diamanti Eterni le fa allergia agli alluci. E' anche provato che neppure gli Unguenti di Cleopatra, quei balsami straordinari ricavati dal latte di ostrica e dagli olî del frutto agrumoso della Maclura, le sono graditi: ecché, dice, vuol dire che puzzo? E' un invito a lavarmi?

Oggi è l'ultimo giorno. Abbiamo disquisito di tette e culi (della sora Serena, ovviamente) con chiunque capitasse a tiro, per determinare la taglia adatta, gli stili ed i colori. O la va o la spacca, dicevano gli antichi.
O le va o la spacco, dico io.

01 luglio 2009

La picca dell'elfetto dispettoso

Quando l'elfetto dispettoso litiga con il Gran Minchione del Bosco, stategli alla larga: se capita nel vostro giardino vi spezza i geranei, vi piscia sugli Ancistrocactus e calpesta tutte le Marante. E non c'è rimedio che tenga, se non chiuderlo in camera e aspettare che gli passi. Poi, dategli una caramella al miele e fategli tanti auguri, senza tentare di spiegargli dove sbaglia.

Tanto è uguale al Gran Minchione del Bosco, né più né meno.

28 giugno 2009

E guerra sia

Da ieri ho dichiarato guerra al Signore dell'Adipe perché, diciamo la verità, sì cucino troppo bene, sì compro solo prodotti freschi e saporiti, sì è una cucina sana e leggera, sì non è che mangiamo schifezze e fritture ma solo piatti un po' più abbondanti, ma ultimamente questo laissez faire enogastronomico ha avuto effetti incontrovertibili. Ecco perché scendo in guerra contro trigliceridi, fosfatidi, glicolipidi e solfolipidi: sarà dura accomodare la vittoria, ma è necessario tentare.

Già ieri, le truppe nemiche si addensavano fosche all'orizzonte del passeggio notturno a San Lorenzo: sordide piadinerie lucidavano l'armatura da gran combattimento, kebabberie disperdevano fumi inebrianti e speziati, mentre tutt'a un tratto tutti sembravano intenti a tormentare, deliziare, divorare, piluccare, inzuppare e morsicchiare cibi unti e sugnosi che, come piccoli cavalli di Troia, celavano al loro interno i crocchi della fanteria nemica. E non ho ceduto.
Se guerra deve essere, guerra sia.